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Visualizzazione dei post da agosto, 2020

La Conchiglia del Vuoto

Ho sempre amato l'estate. Il caldo, le vacanze, le t-shirt colorate, i giri in bicicletta e le lunghe camminate fino al tramonto. Ma la cosa che amavo di più, e il verbo al passato non è scritto per caso, più avanti lo capirete a vostro discapito purtroppo, erano le vacanze al mare. L'estate che ricordo meglio è stato l'anno in cui finii l'università. Quell'estate fu la prima vacanza in cui non dovevo pensare a nulla e tanto meno al fatidico mese di Settembre perché decisi di prendermi un anno sabbatico. Decisi così di partire verso le spiagge della costa, senza una meta precisa. Avrei vagato fino a che non avrei trovato il posto che mi avrebbe più colpito. Tirai fuori dal garage il mio bel maggiolino rosso cabrio, praticamente nuovo di zecca, caricai la valigia e lo zaino, partendo elettrizzato da quella nuova avventura in solitaria che mi stava aspettando con la buona benedizione dei miei genitori: il solito “stai attento per strada Gianmarco” e il classico “...

La Saga di Fater Pio

                                                                   I - ORIGINI   Tanti, tantissimi anni fa, in un bosco dell'Italia centrale, viveva un giovane ragazzo dall'animo buono di nome Pio. Questo ragazzo passava le giornate ad aiutare i suoi modestamente vecchi genitori senza lamentarsi. La mattina presto dava una mano alla madre per preparare la colazione composta da ottima marmellata di prugne, latte fresco pastorizzato, cacao con quel gusto che ti tira un po' su e puoi partire alla grande anche tu e poi c'erano dei buonissimi biscotti, non biscotti qualsiasi, ma Plasmon che Pio amava tantissimo. A metà mattinata invece, aiutava suo padre a raccogliere la legna per l'...

King Clochard

Una volta un uomo mi disse una frase apparentemente senza senso: "la scimmia beve il té dal punto più alto della città." Non ho mai capito il senso di quella frase, forse perché chi l'aveva pronunciata era un pover uomo appena uscito dal manicomio chiamato tutt'oggi "King Clochard". Io però, sono qui per raccontarvi la mia storia. Tutto ebbe inizio un paio di anni fa, in un inverno freddo da farti venire i geloni alle ginocchia. Uscii presto dal mio appartamento, la mia piccola casetta che io simpaticamente chiamavo "scatolone" perché era minuscola e piena di oggetti. Presi il mio furgone malandato che il più delle volte dovevo spingere a mano; con quello io ci lavoravo raccogliendo le cianfrusaglie che la gente buttava via per poi rivenderle a chi era interessato. Proseguii per la via, a passo d'uomo. Molti ancora dormivano, ma altri uscivano per una corsetta mattutina o per buttarsi in mezzo al traffico per arrivare in orario al lavoro. A me ...

Giovanni Livella il Terrapiattista

Mattina presto, in un luogo imprecisato dell’Italia Settentrionale.   Giovanni Livella, 50 anni, ex impiegato delle poste, frustrato dalla vita, single da sempre, ma soprattutto: terrapiattista convinto.   Si era appena svegliato da un bellissimo sogno dove un giornalista del tg annunciava una scoperta sensazionale: La Terra era piatta.   “ Alla faccia dei pallonari che credono che il Globo sia tondo!” Giovanni esultava e rideva di gusto nel sentire quelle parole uscire dal vecchio tubo catodico. La scoperta era avvenuta grazie a Marino Mattei che, volando con il suo razzo fatto in casa, era riuscito a dimostrare la piattezza del pianeta Terra. Che evento per il Signor Livella. Peccato fosse tutto un sogno, un bellissimo sogno.   “ Ma si che prima o poi tutti si sveglieranno e capiranno la verità.” Pensava sorseggiando del buon latte di capra e pucciandoci dentro dei buoni biscotti Plasmon. Intanto la radio sprigionava la voce di Jimmy Fontana, il Mondo, con il ...

Emiglio il Verde

Mi avevano detto di non entrare da solo nel vecchio acquedotto. Mi chiamo Emiglio e la “gl” è proprio parte del mio nome, non è che ha sbagliato quello lì che batte sulla tastiera. Appena nato, mio padre decise di chiamarmi Emilio, ma siccome non conosceva bene la grammatica, registrò questo nome sbagliato. Mia madre avrebbe dovuto correggerlo, ma pure lei non conosceva una mazza di grammatica. Fantastico. Vabbé comunque torniamo alla mia storia. Successe tutto due anni fa, quando ero solo un bambino più giovane di adesso che ho 13 anni. Erano i giorni della vacanze estive e ricordo che stavo preparando la colazione con la mamma: succo di pomodoro tiepido e biscotti Plasmon o, come li chiama lei, i “biscotti al Plasma”, perché come ho detto, è sgrammaticata. Comunque, dopo aver pucciato gli adorati Plasmon nel succo, decisi di sedermi in poltrona per godermi un po' di sani cartoni animati. Sul più bello bussarono alla porta e mia mamma andò ad aprire,  con mio infinito sconce...

L'urlo di Toni Kokko terrorizza la geriatria

Estate in un anno non bene precisato. Sole, mare, sabbia bollente, relax...e poi il relax viene interrotto da un grido in dialetto e lingua mista impastata d'italiano: “Coccooooo!!! CoccoBbelloooo!!!” Eccolo lì, il “coccaro”, famoso per le sue grida dal mattino alla sera e forse anche durante la notte, nessuno lo sa; un essere particolare che non ha bisogno di caramelle per la gola poiché la sua gola ormai è forte, temprata. La cosa certa è che il “coccaro” di questa storia, Toni Kokko, di origine Finlandese, ma ormai italiano in pianta stabile, non è il solito, normale, “coccaro”. Vedrete. È ancora mattina presto in spiaggia, ma in lontananza si sente un leggero scampanellio, quasi spaventoso, come se qualcosa di imminente dovesse accadere di lì a 10 minuti. Soave come il vento prima di un twister, la campanellina si fa sempre più vicina, si ferma un istante soltanto e poi riparte. “Coccooooo! CoccoooBbellooooh! Sveglia dormigliooooh!” “Oh ma cheppalle 'sto coccaro!!! ...

Lonely Sullivan

Sullivan era seduto sul molo è ammirava con i propri occhi (occhio, scusate) quell'immenso vuoto che una volta ospitava il mare e che ora gli pareva l'infinito. Si rimboccò le maniche della camicia, faceva più caldo del solito quel giorno; il vento torrido gli sferzava i corti capelli grigi scolpendoli a suo modo, come un parrucchiere che ha appena aperto la bottega dove prima faceva il salumiere. Bé, non poteva mica sperare di avere un'acconciatura alla moda, era già tanto se era riuscito a sopravvivere in questi 103 anni. Il suo occhio azzurro destro lo sapeva bene, quello sinistro invece se ne era andato tempo fa, colpito da un detrito ed esploso come un chicco d'uva; se ci pensava sentiva ancora il dolore. Ormai in quel mondo bisognava fare affidamento solo su se stessi perciò aveva sopperito al danno a suo modo. Ora, a sostituire l'occhio c'era una pallina di gomma, di quelle che rimbalzano, trovata in uno di quei distributori che si vedono fuori dall...