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Visualizzazione dei post da novembre, 2020

Villano

Nuovo giorno, solita routine. Suona la sveglia, bagno, colazione e poi fuori a fare le commissioni. Incontri la solita gente, chiedi come va e via via ogni giorno le stesse cose. Sono stanco. Sono stanco della solita routine, del solito via vai di persone che incontro durante il giorno. Sono stufo di passare sempre per quello buono, quello gentile, quello che porta sempre pazienza e che si fa andare bene qualsiasi cosa. Ho vissuto in questo modo per anni e anni, fino alla nausea. Oggi, all'età di 53 anni, voglio smettere di essere ciò che ho sempre finto. Voglio liberare il cattivo che è dentro di me...o meglio il cattivello. Per prima cosa decisi di fare qualche scherzo telefonico a chi di dovere e alla fine delle telefonate ero soddisfatto, ma non così tanto. Allora decisi di tirare una dozzina di uova sulla casa del capo ufficio, ma anche lì non è che alla fine mi fossi liberato più di tanto. Ci voleva qualcosa di più, una scossa. Così una sera, davanti alla tv, cominciai...

Orrore a -30 gradi

Dove vivo io, il sole è velato da una coltre di nebbia, più o meno leggera, per la maggiora parte dell'anno; i venti freddi ululano come bestie fameliche e le tempeste di neve ricoprono tutto il paesaggio rendendolo così bianco da infastidire la vista. Qui non sappiamo nemmeno che anno è e se davvero, oltre a questi confini ghiacciati, esista un mondo. Appena scende il sole il buio abbraccia queste terre, le soffoca nel suo pesante mantello nero; ti porta ad avere una paura primordiale e le urla del vento proiettano nella mente strani pensieri. Ma tutto il terrore si concentra in un unico giorno dell'anno dove la temperatura scende a -30° e il buio si propaga già poco dopo mezzogiorno. Gli abitanti più anziani, i pochi che sono rimasti, parlano di una vecchia leggenda dove il protagonista è un giovane guerriero stanco delle solite uscite di caccia che deicide di avventurarsi in un luogo insidioso, celato da un ammasso di rocce. Lì avrebbe trovato una grotta, sarebbe sceso fin...

Lone Trevor

L'apocalisse. C'è chi l'ha vista e vissuta, c'è chi l'ha guardata dritta in faccia ed è morto e poi ci sono alcuni, come Trevor, che ci sono nati nel bel mezzo. Lone Trevor (e quel “Lone” ci sta benissimo visto che è che sempre rimasto solo come una bestia abbandonata) se ne andava a spasso per il piccolo paese dove era nato e cresciuto e dove aveva vissuto la sua noiosa vita post apocalittica. Sin da piccolo si è dovuto arrangiare da solo poiché sua madre era morta pochi secondi dopo il parto. Trevor rimase solo e senza amore in quella piccola farmacia dove era stato messo al mondo, ma possedeva una dote innata. Fin dai primi istanti di vita, il suo corpo e la sua mente cominciarono ad evolversi dandogli la possibilità di sopravvivere in completa autonomia, procurandosi latte artificiale, cambiandosi i pannolini e curandosi quando ne aveva bisogno. Crebbe sano, forte e la sua mente continuava ad espandersi. Ora aveva l'intelligenza di un ventenne, ma al suo u...

Biscottanza da Spiaggia

Il sole cocente può essere molto fastidioso e poco salutare...ma questo non vale per tutti gli esseri viventi. Ne esiste uno in particolare infatti, il più coriaceo di tutti, una leggenda: la signora Jolandalinda. Non lasciatevi ingannare dalla sua età maldestra e alticcia, questa signora dall'anzianità acuta è ancora molto in forma ed è vista da tutti come una sorta di semidea. Jolandalinda sfida il caldo più caldo dei bollenti spiriti dell'inferno, sfida il TG5 con i suoi consigli che “se sei anziano non devi esporti al sole nelle ore più calde” e se ne fa un baffo e pure una barba se hai qualcosa da ridire. Alle 13.00 in punto, lei si posiziona in piena luce solare, quasi come un saluto al sole, proprio per non perdere nemmeno una goccia di quell'abbronzatura biscottata codice Pantone 160C e per mantenere tutta la sua rughezza, segno che ci ha dato davvero dentro con l'esposizione solare. In questo caso il sole non l'ha solo baciata, ma l'ha stretta a se...

L' Avventura del Capitano Ashtone

 I - Solcando i Mari   Diario di Bordo della Gargantua, Capitano Ashtone – 9 Luglio 1685 La nostra nave si è spinta fino ai confini degli oceani conosciuti. Oggi entriamo in acque ancora da scoprire, dove nessuno ha mai solcato queste onde, accompagnati dall'onore, dal rum e dal nostro Jolly Roger. Purtroppo non vediamo terra da parecchi giorni, ma la ciurma è di buon umore, in salute e si comporta in maniera saggia, riuscendo a dividere equamente le provviste di cibo, acqua e rum senza costringermi a dettare legge. So che sono uomini tosti e che non si abbattono facilmente, ma se non troviamo terra entro pochi giorni, le scorte cominceranno a calare drasticamente. Prego Dio o chiunque altro, che possa farci trovare anche solo una minuscola isola.   12 Luglio 1685 Niente terra in vista, teniamo duro e la ciurma si aggrappa a forti speranze. Come mi ha detto il giovane Percival questa mattina “Prima o poi scorgeremo la terra, è solo questione di tempo.” Lo speriamo t...

Stelle Furenti

Tre di notte. Il campanile scandiva chiaro i rintocchi che si disperdevano nell'aria. La città era nel silenzio più totale, in una di quelle notti dove il cielo somiglia ad un grande schermo e lo spettacolo sono milioni di stelle brillanti. D'un tratto una delle tante stelle comincia a tremare visibilmente, sempre di più, fino a che non sembrastaccarsi dal cielo. Pochi istanti dopo comincia a cadere velocemente verso la terra e mano a mano che si avvicina, il silenzio viene rotto da un sibilo che da delicato diventa sempre più acuto mentre l'oscurità si frantuma nel maestoso alone verde emanato da quell'oggetto. Gli abitanti della città si erano svegliati e subito incuriositi dalla strana luce e dal fastidioso suono. Molti osservavano dalle finestre, altri erano scesi in strada, intanto l'ammasso di luce verde aveva bucato l'atmosfera e si stava avvicinando sempre di più verso il suolo; cominciò a bruciare molto più intensamente, tracciando nel cielo una lunga...