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Visualizzazione dei post da 2021

La Fine dell'Anno

Marzio si svegliò di soprassalto, sudato e ansimante per lo spavento. Si asciugò la fronte imperlata di sudore con il lenzuolo. “Questa visione...no...non può essere vero...” Si alzò dal letto e cominciò a barcollare verso l'interruttore della luce, ma il mignolino del piede impattò inevitabilmente contro il comodino. Nonostante gli anni passati a indovinare il futuro e a leggere il destino delle persone, quel dannato comodino era imperscrutabile. Spettinato e con la vestaglia che svolazzava per il corridoio, Marzio arrivò fino alla stanza, come la chiamava lui, “del destino”, che poi era il posto dove leggeva le carte. Quel sogno che lo aveva spaventato così tanto gli era rimasto ben inciso nella mente: la parola “Buon 2022” scritta in oro, brillava sopra un palazzo; in pochi attimi la scritta si sbiadì sempre di più fino a diventare cenere per poi dissolversi nel freddo vento di Dicembre. Sparse le carte sul tavolo, si concentrò nel silenzio della notte. Fece alcune domande ...

Il Perfido Pan di Zenzero

C'è poco da fare. Ci sono biscotti buoni e biscotti cattivi, e potremmo anche dire che “non tutte le ciambelle riescono con il buco”, ma questa storia non parla di ciambelle. Tutto ha inizio in un forno di un'antica panetteria tra i vicoli di un paesino nelle fredde montagne del nord. Il sole è sceso da un bel po' ma il camino della panetteria sbuffa senza tregua portando profumo di biscotti per le vie del paese. Pierre tolse attentamente l'ultima teglia dal forno posandola delicatamente sul ripiano di legno. I biscotti allo zenzero a forma di ometto erano pronti e tutti stesi in fila come soldatini. Erano perfetti. Stanco per la giornata, Pierre spense il forno e andò a dormire. Quella stanchezza non gli fece notare che un omino di pan di zenzero era rimasto a cuocere nel forno mentre lentamente si andava raffreddando. Era scivolato da una teglia durante l'ultima infornata ed era rimasto lì dentro, lontano dai suoi compagni. La forma di pasta inanimata si an...

Il Latte nel Frigo

È sempre dalle storie più semplici che iniziano i casini. Questa storia comincia in una mattina come tutte le altre, in una delle solite piccole città dove una signora di mezza età, semplicemente, esce di casa per andare al mini market appena due vie oltre la sua abitazione. La vecchia porta del negozio si apre accompagnata dal tintinnio di una campanella. “Buongiorno Adele.” La signora di mezza età conosce bene la commessa, più vecchia di lei di qualche anno, e spesso sosta nel negozio per parlottare del programma in TV della sera prima, di un po' di gossip, ricette o di qualche stralcio di politica. Adele, intenta a posizionare accuratamente le confezioni di zucchero sullo scaffale alle sue spalle, si volta verso la cliente. “Oh, salve Marta. Serviti pure.” Adele si fidava della signora Marta perciò poteva continuare col sistemare la merce sugli scaffali mentre la sua cliente sceglieva i giusti prodotti. Marta scelse la farina, il tipo di pasta che preferiva, ovvero i rigat...

Halloween, di nuovo

15 giorni a capodanno. “Possibile che non ci sia nessuno per il cenone? Manco una pizza?” Kevin, 21 anni, si sentiva veramente sfigato. Quest'anno erano già tutti impegnati, o forse semplicemente cercavano di evitarlo. Tanto era inutile stare lì a pensarci; decise di prendere l'auto e di passare la giornata nella vecchia casa di campagna dello zio. Lo zio di Kevin, scienziato di spicco in quella zona, era partito un paio di mesi fa per l'Antartide. Sarebbe rimasto via per almeno tre o quattro mesi, cosa che per Kevin andava a meraviglia. La vecchia villa era tutta per lui. In mezzo alla campagna nessuno rompeva le scatole, doveva solo mettere in ordine e pulire ogni tanto, in modo da far trovare la casa in perfetto stato al ritorno dello zio. Oggi toccava al garage. La stanza era parecchio incasinata, ma era da fare. Poche storie. Kevin scese le scale che portavano di sotto e, tra nuvole di polvere e ragni degni del nome di Aragog, in un'ora riordinò tutto. Torn...

Tropic0

Estate 1998. Una lettera sotto la porta attendeva il rientro a casa di William. “Caro nipote, vorrei vederti al più presto, ho grosse novità da condividere con te. Ti vorrei ospitare nel mio resort, in quel bel paradiso tropicale che tu ami tanto. Saluti e un abbraccio, Zio Samuel.” William non ci mise molto a preparare i bagagli e il giorno seguente partì per quel paradiso tropicale da sogno. I piani per le vacanze si erano totalmente capovolti. Da “Me ne starò tutto il giorno tra divano e giardino” si era giunti a una vacanza ai tropici con tutte le spese pagate, volo compreso. L'aeroporto dell'isola non era molto affollato e William impiegò poco tempo ad uscire e salire su un taxi verde e giallo anni '60 in direzione “ Resort Esmeraldo” . Guardando fuori dal finestrino, tutto sembrava incredibile, un sogno meraviglioso. La spiaggia bianca al di là dei viali adornati da palme e fiori colorati luccicava nel sole splendente, come il mare azzurro che pareva impre...

A-Pollo-13

Campagne inglesi. Ore 22.35. Le nuvole scure coprivano la luna dando vita ad una notte parecchio buia sopra i campi coltivati. Il signor Kevin Spicy, contadino di fama provinciale, grazie al suo commercio di spezie prelibate, aveva appena spento la TV e si stava preparando per andare a letto. Salì le scale che portavano di sopra nella sua camera e per prima cosa andò alla finestra per chiudere le spesse tende scure; fu in quel momento che nel cielo vide uno strano luccichio attraversare le nubi che di lì a poco tagliò il cielo scuro come una lama di luce verde. “Diamine. Non sarà mica il temporale...o un meteorite?” si domandò a voce alta mentre fissava quel bagliore verde precipitare verso i campi in lontananza. All'impatto con il suolo, il bagliore verde si intensificò di molto, creando un'intensa luce che illuminò parte della zona immersa nella notte. Kevin rimase inebetito ad osservare quello strano spettacolo: “A questo punto, credo che non si tratti di un temporale.”...

La Bambina in Abito da Sposa

Ricordo molto bene un macabro fatto che in seguito mi portò a vivere momenti di terrore e delirio. Era la solita mattina di lavoro. Mi alzai presto, colazione veloce e via verso l'ufficio. Quella mattina uscii di casa in ritardo e il caso volle che, perdendo l'autobus che partiva dalla via dietro casa mia, dovetti farmela a piedi fino alla fermata dopo che era a circa seicento metri dalla mia abitazione. Per fare prima, percorsi la strada che portava alla chiesa ed è lì che cominciò tutto. Vidi un piccolo gruppo di persone ammassato all'entrata della chiesa, la maggior parte vestiti di scuro, ma tutti con addosso la stessa espressione di dolore e tristezza dipinta sul volto. Passai proprio al di sotto delle scalinate di pietra grigia esattamente nel momento in cui dal carro funebre alcuni necrofori facevano uscire una bara bianca finemente intagliata con disegni sottili e morbidi. Capii subito di cosa si trattava. La morte aveva preso con se un'anima troppo giovan...