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Visualizzazione dei post da luglio, 2021

L'Equinozio di Pancrazio

Ciò che l'esploratore spaziale vide davanti a se pochi istanti prima che la navicella Highlight venisse bruciata dal sole, fu un raggio di luce e fuoco, una sorta di frusta incandescente che avvinghiò l'astronave per poi portarla a se ed inghiottirla con la semplicità di un tizio che inghiotte una Zigulì. Pancrazio rimase fermo davanti all'enorme palla di fuoco. Non aveva modo di tornare indietro, i propulsori della tuta spaziale erano scarichi e quel minuscolo foro sulla sua tuta cromata stava facendo entrare un calore devastante. Ormai era finita, ma fu in quel momento che l'astronauta sentì una voce cupa e violenta. Una sorta di lamento carico d'odio che si insinuò nella sua testa. “Piccoli umani, mi fate divertire. Erano secoli che non vedevo un essere così insignificante dinnanzi a me. Non pensavo riusciste ad arrivare fino a qui.” Pancrazio sentiva la testa scoppiare. Che cosa stava succedendo? Era una conseguenza del poco ossigeno rimasto? O il calore inte...

Oltre la Nebbia

C'è una leggenda che traspare tra le acque del piccolo e immacolato lago Marie. In mezzo a questa grande pozza d'acqua cristallina, si trova una statua di modeste dimensioni rozzamente scolpita da una roccia grigia e ruvida. Raffigura un uomo, un umile cacciatore, un asso nel tendere l'arco e scagliare la freccia. Un semplice uomo che da anonimo cacciatore diventò un eroe. “Conosci la storia, giovane ragazzo storpio?” Un vecchio dal viso solcato dal tempo e dai radi capelli bianchi, si era avvicinato al giovane pastore seduto sulla riva del lago intento ad osservare quella particolare statua. Il giovanotto trasalì: “Mi hai spaventato, vecchio balordo!” esclamò osservando il viso di quell'uomo avanti con l'età. “Comunque non sono storpio, vecchio...” Mostrò la mano sinistra. “...mi manca solo il dito mignolo, portatomi via da queste dannate pecore mesi fa; tu invece hai i denti spettinati, una pregevole cataratta sull'occhio sinistro e oramai hai più rughe ...

Il Drago di Saggina

C'era una volta, in una landa sperduta ai confini di un piccolo mondo, un regno di modeste dimensioni che prosperava in pace ed armonia nel bel mezzo di una rigogliosa vallata. La maggior parte delle persone viveva nell'unico agglomerato urbano presente, la Capitale, mentre il resto degli abitanti svolgeva la propria vita in piccoli paesi di campagna che circondavano la grande città. Campi di grano e sorgo, grandi giardini ricchi di frutti e allevamenti di bestiame vario, davano al Regno un ricco sostentamento; infatti nessuno aveva mai conosciuto la carestia e nessuno, nemmeno contadini e piccoli artigiani avevano mai vissuto in povertà. Ogni persona aveva la sua mansione e lavorava duramente per mantenere questo tenore di vita. Perfino il Re, oltre ai suoi incarichi, aiutava i lavoratori del suo Regno quando poteva. Tutto andava a meraviglia come era sempre stato da quattrocento anni a questa parte, ma questa secolare armonia, un giorno, terminò bruscamente. In quella gi...