Pensate agli alberi che vi sussurrano nelle orecchie con le loro foglie al vento, ai fiori che vi accarezzano le narici con il loro profumo delicato, all'acqua che vi rilassa con il suo scrosciare e agli uccellini che vi deliziano con il loro canto soave. Sentite che pace. Una natura così delicata e fresca che mette armonia nei nostri animi turbati, nelle nostre vite incasinate. Ci basta una camminata all'aria aperta nelle campagne o un po' di relax distesi su un prato verde restando ad ascoltare la natura intorno a noi, estraniandoci dai nostri pensieri pesanti e turbati per poi abbracciare l'ambiente circostante lasciandoci andare a ciò a cui apparteniamo: il nostro caro pianeta.
In quel momento tutte le ansie, le difficoltà, lo stress e tutti gli stati negativi che avvelenano il nostro corpo si smaterializzano e ci sentiamo leggeri come una farfalla, proprio come quella farfalla che sta volando sopra di te mentre sei disteso su quel magnifico prato verde ad ascoltare la natura.
Il volo soave di quella delicata creatura ti incanta, ti delizia, ti rende ancora più leggero, ed è lì che ti chiedi come una bestiolina così elegante e colorata possa posarsi su cadaveri in decomposizione ed escrementi. Se pensi a quante farfalle ti si sono posate addosso, magari quando eri bambino, ed eri così allegro quando succedeva; ecco, adesso non lo sei più.
“via dannata creatura degli inferi, non provare a scendere sopra di me!”
Quel cocktail colorato di meraviglia e orrore vola da un'altra parte e così riesci a rilassarti ancora.
Meglio concentrarsi sul piacevole canto degli uccelli. Maestoso. Come fanno animaletti così a produrre dei suoni tanto soavi e dolci? Nel pensarlo ti viene naturale sorridere, ma ti viene naturale anche pensare ai vari motivi per cui lo fanno, tra cui la voglia sfrenata di copulare e l'istinto feroce di proteggere il nido, un po' come il canto dei grilli nelle sere d'estate. Così ti accorgi che tutta la poesia e il romanticismo vanno letteralmente a farsi fottere.
“Via pensieri maliziosi che turbano l'anima, via, sciò!”
Di nuovo pace in quel pomeriggio di primavera, sotto a quel regale albero che ti dona protezione dai raggi del sole. Guardando tra il dedalo di rami e i gruppi di foglie, ti accorgi di una grossa ragnatela apparentemente vuota, ma seguendo con lo sguardo il lungo filo attaccato alla corteccia scorgi il padrone di quel magistrale capolavoro. Un'opera d'arte più o meno simmetrica, leggera, robusta, appiccicosa, creata da un essere orrendo, spaventoso, un dannato ragno che è uscito direttamente dai tuoi peggiori incubi.
Allora cominci a sentirti osservato da quei molteplici occhietti, hai la sensazione di essere sfiorato da zampette invisibili e il tuo momento di pace è messo in serio pericolo. Si perché quel sottile filo di seta ricco di proteine sta accompagnando uno di quei mostruosi esseri proprio davanti alla tua faccia.
Con un urlo muto ti scansi ad una velocità che non pensavi nemmeno di possedere. Ti sfreghi i capelli come un pazzo, ti guardi la maglietta, sforzandoti pure di guardarti dietro la schiena, ormai prossimo a procurarti un trauma al collo.
“Ok...non c'è niente, ma è meglio se mi rilasso qualche metro più in là...”
Ah, ora si che è tutto perfetto, la mente è di nuovo vuota, libera da ansie e turbamenti vari.
Sei così rilassato che quasi stai per addormentarti, ma d'un tratto ti dai una scossa ai nervi per tenerti sveglio; non si sa mai che qualche insetto arrivi a passeggiare proprio sopra di te, magari ti sale dai pantaloni o dietro la schiena, da sotto la maglietta.
“Meglio stare vigili che non si sa mai...”
Eh si, perché la mente corre subito ad aprirti il cassettino dove avevi archiviato l'articolo letto sui social nel quale dicevano che nella zona dove abiti hanno trovato un insetto arrivato dal deserto dell'Amazzonia, probabilmente portato da qualche indigeno che ha aperto un negozio vicino casa tua, e proprio quell'insetto è particolarmente velenoso e meschino.
Purtroppo però non ricordi bene la notizia, ma fortunatamente, dopo qualche attimo di panico, stai già pensando ad altro.
Che pace. Godere di tutta quella natura a pochi chilometri da casa è davvero una fortuna.
Niente rumori molesti, nessun odore chimico, aria pulita, sembra quasi di essere in un altro mondo.
Non si sentono nemmeno i rumori della città che ci mettono tutta quell'ansia, quel nervoso. Nemmeno una moto o un'auto, niente...è tutto perfetto.
Pensi alla libertà degli animali, alla loro vita di ogni giorno.
Si creano la tana o il nido come vogliono e dove vogliono. Viaggiano quel tanto che devono viaggiare senza pretese, si procurano il cibo che trovano in natura.
“Mica devono pagare le tasse, la benzina; non devono nemmeno fare la spesa o andare a lavorare...”
E pensare che avevi appena ritrovato la pace dei sensi. Niente, non si riesce nemmeno lì, in mezzo a quel paradiso naturale. Sei così stressato e pieno di pensieri che non ti estranei mai, continui a pensarci anche quando sei in modalità relax...probabilmente manco al cesso riesci a trovare un attimo per te.
Il lavoro con le sue scadenze, lo stipendio che arriva in ritardo (quando arriva), le vacanze che chissà quando te le danno (e sai benissimo di essertele guadagnate). E pensare che volevi andare in campeggio per risparmiare e goderti la natura. Che poi vista 'sta giornata mi sa che è meglio se cambi meta.
Poi pensi alle rate della macchina e cominci a farti i calcoli sugli interessi che ci devi pagare, alla percentuale che hai già perso una volta che il concessionario ti ha dato le chiavi e sei uscito tutto allegro e impettito come...come un pollo.
Ma finalmente un pensiero ti placa nuovamente l'anima.
Pensi che è Domenica pomeriggio e pensi che il Lunedì è il tuo giorno libero. Ora si che va tutto per il verso giusto.
“Ah, che relax...che bella la natura...evviva i giorni liberi...”
Ora percepisci tutto, quasi come uno sciamano: lo scroscio del torrente in lontananza, la leggera brezza primaverile, il sole tiepido che ti scalda le ossa.
Ed è lì che ti arriva il ricordo di una frase di tua madre: “Occhio ai colpi d'aria, specialmente in primavera” e “attento a esporti al sole nei mesi con la R” (R = raffreddore)
Ma che te frega? Ora sei adulto, a queste cose non ci credi più, sono altre le cose a cui pensare quando si arriva ad una certa età.
“Meglio staccare la mente e rilassarsi...”
A proposito di responsabilità da adulti! Cos'è che devi fare Lunedì mattina?
Ah già. Devi andare all'ufficio postale per pagare le bollette, anzi, meglio che ti sbrighi che sei già in ritardo, quindi è meglio svegliarsi abbastanza presto che se no trovi coda, soprattutto ti becchi l'orda di anziani che sono pure lenti e hanno sempre un sacco di operazioni da fare, manco fossero dei broker.
Poi hai da fare la spesa perché ieri, dopo il lavoro, sei stato troppo pigro per andarci e adesso te ne fai una colpa. Però vai tranquillo che a forza di stress stai piano piano perdendo i capelli e ti sta pure crescendo un po' di pancetta. Bisogna cercare di rilassarsi, almeno nei giorni liberi.
A quel punto sospiri, ti alzi e in tutta serenità e spensieratezza inveisci con prepotenza e arroganza contro il Creato.
Torni a casa ed è ora di cena, almeno una piccola soddisfazione.
“Vediamo cosa posso prepararmi di buono...”
Apri il frigo e ti ricordi che ieri non hai fatto la spesa. Ti fermi immobile a guardare quell'immenso vuoto bianco, così freddo, così triste. Torni in te, apri il cassetto del freezer e tra carcasse varie di agnolotti di capodanno, pezzi di carne macinata e cadaveri di verdure, trovi una coppetta di gelato -cioccolato e vaniglia- che probabilmente è lì dall'estate scorsa. La apri, la guardi un po' confuso e noti la patina di ghiaccio che ha reso tutto duro come il marmo.
Vista la giornata, decidi di accontentarti. Prendi un cucchiaino e lo ficchi con prepotenza nel cacao pietrificato, notando senza sorpresa che l'utensile si piega per il trauma subito.
Però tutto sommato sul divano di casa tua, davanti ad una bella serie TV, quel gelato ti ha salvato la giornata.
Ora è tardi, domani ricordati che devi andare a pagare le bollette, meglio dormire.
Sprofondi con piacere nel tuo comodo letto. La giornata è stata stressante e faticosa...
”Peggio che andare a lavorare...”
Ed ecco che, dopo qualche istante, arriva il sonno; ora si che ti rilassi.
...
...Zanzara...

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