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Televendita

“Siete stanchi del caldo che vi attanaglia ogni estate nella vostra città? E voi, non siete stanchi di tutto quel freddo, magari pure umido che vi penetra nelle ossa? Tutto questo non è più un problema!

Il piccolo oggetto che vedete nella mia mano risolverà questi vostri fastidi! Chiamate il 555-76804 e sarà vostro per soli 29,99€; in un paio di giorni arriverà dritto a casa vostra senza spese aggiuntive. Ma affrettatevi perché l'offerta è valida solo per oggi!”

Paola era stata acchiappata da quello spot di Tele Ciufole, la piccola rete televisiva della tranquilla cittadina di Gonzo, ed era già pronta con il telefono in mano; era proprio stufa di quel caldo torrido.

Suo marito, Orazio, fece la stessa cosa a lavoro; era stanco di quel freddo umido in inverno che gli straziava le ossa: “Meglio prevenire.”

Facciamo prima a dire che tutti, almeno in quella piccola città, aspettavano che quel mirabolante oggetto arrivasse a casa loro.

Passarono due giorni e finalmente l'ogetto fu consegnato alla maggior parte degli acquirenti che avevano telefonato. Molti altri però non furono soddisfatti perché ciò che avevano comprato non arrivò mai, nemmeno quando provarono a chiamare il servizio clienti. Quel numero non esisteva più.

Quell'estate era davvero torrida e per chi era rimasto in città era come vivere all'inferno, un motivo più che ragionevole per provare quello strano cubetto nero senza marca ma con su scritto ben in evidenza “Made in China”.

Il signor Pasquale, tornato da poco da un'estenuante spesa con la moglie, decise di provare quel dannato aggeggio. Un suo amico del bar gli aveva riferito che quell'affare funzionava alla grande.

“Altro che climatizzatore! Con questo ti crei un clima tutto tuo...non ascoltare tua moglie, usalo!”

Pasquale approfittò del momento di assenza di sua moglie Carla che era andata in cucina a riporre la spesa in maniera ordinata (se aspettava il marito...).

Click” Il piccolo pulsante azzurro scattò e in pochi attimi, la stanza diventò fresca come una pineta.

“Che sollievo.” Esclamò Pasquale rilassandosi su una sedia.

A pochi metri da quella casa, la vicina di Pasquale, Patrizia, ebbe la stessa pensata e in men che non si dica la cucina diventò fresca come a Febbraio.

Patrizia si gongolava in quel micro clima ma suo marito Adalberto non ne voleva sapere. Lui voleva il caldo e così: “click!” il pulsante rosso venne premuto e la cucina tornò ad essere calda come le Hawaii.

La moglie non ci stava a questa cosa e con un click si ritornò a Febbraio che poi Adalberto ricambiò in estate e, insomma ci fu una battaglia a suon di click che portò al mix perfetto dei due climi creando una pregevole primavera.

Così va bene?” Chiese Patrizia e Adalberto rispose con un sorridente: “Si!”

Quel piccolo prodigio di tecnologia, o quello che era, stava portando un gran benessere in quella città. La gente era meno nervosa e più cordiale con il prossimo. La fila alle poste era diventata meno estenuante, soprattutto per gli anziani e le grigliate all'aperto nel cortile del palazzo tra pareti di cemento, non davano più fastidio e ci si poteva abbuffare serenamente.

E questa è la storia di come un piccolo coso di plastica a forma di cubo salvò l'estate a Gonzo e vissero tutti felici e rinfrescati.

 

Sarebbe potuto finire così secondo voi? Ma figuriamoci!

Il clima sereno che aveva portato tutta questa beatitudine cessò di esistere nella sera di ferragosto al largo di un mare calmo illuminato da una gigantesca luna arancione, tipo quella dei film a Miami che se fosse così potrebbero esserci seri disastri al pianeta...comunque...Su una modesta imbarcazione, due famiglie agiate avevano deciso di ricreare un pranzo simil-natalizo con una miriade di portate.

Tutto stava andando a meraviglia, ma a fine serata ci fu un acceso dibattito.

Il signor Alfredo, benestante uomo di 53 anni, discuteva sul clima insieme al più giovane e ricco Sir Goffredo. Inevitabilmente tutto il discorso sfociò in una miserabile lite da teenager dove i due cominciarono a sfoderare il cubetto nero.

Su quello yacht fu primavera, inverno, estate, autunno; poi ancora a ciclo continuo e più si infuriavano, più le stagioni cambiavano. Con tutto quel chiasso arrivarono gli altri famigliari che vedendo la situazione decisero di intervenire, anche perché con tutti gli sbalzi di temperatura che stavano creando, altro che raffreddore!

Altri due usarono il piccolo dispositivo cercando di riequilibrare la situazione.

Ovviamente fu una catastrofe. I piccoli macchinari andarono in corto circuito formando una sorta di tempesta che tra fulmini e venti di tutti i tipi distrusse l'imbarcazione.

I quattro dispositivi crearono una sorta di comunicazione tra loro e sopra quel mare si crearono nuvole scure che cominciarono a vorticare sempre più forte fino a risucchiare la barca comprese tutte le persone a bordo.

Il cerchio nel cielo si allargava sempre di più e sempre più velocemente risucchiando e distruggendo tutto quello che trovava sul suo cammino.

Una robba così non si era mai vista, eh Beppe?” Disse un pescatore al suo compare mentre venivano risucchiati in quel cielo nero. Ma da Beppe non ricevette più risposta.

La tempesta avanzava velocemente fino ad arrivare alla costa e lì ci fu il delirio.

Centinaia di persone cercarono di fermare quel cataclisma con quei piccoli aggeggi, ignari che proprio quei loro cari dispositivi erano la causa di ciò che stava accadendo.

Inutile dire che tutto questo aggravò la situazione facendo aumentare la ferocia di quella tempesta che si sarebbe sparsa ovunque.

Ora era tutto pronto. I sopravvissuti videro apparire da quelle nubi circolari una grossa ombra scura. Dopo qualche istante ci fu un boato assordante che spazzò via la tempesta, ma ormai era troppo tardi.

Abitanti di Gonzo, siete soddisfatti del prodotto che avete acquistato?”

La voce echeggiava nel cielo notturno e i sopravvissuti alla tempesta non sapevano cosa dire.

Solo uno avanzò oltre la schiera di persone, un anziano che si reggeva su un vecchio bastone di legno che con la tipica parlata di dentiera disse la sua:

Io voglio restituire questo aggeggio infernale. Non capisco come si accende e non mi fa passare i dolori...al diavolo!”

Il vecchietto lanciò con rabbia funesta il dispositivo verso il parapetto che separava il lungomare dalla spiaggia senza accorgersi di aver accidentalmente premuto: tasto rosso, tasto blu e pulsante reset nello stesso tempo.

La voce dall'interno della navicella aliena parlò: “Caro vecchio umano, noi non facciamo resi!”

Dicendo questo un raggio di luce verde al di sotto di quella lastra nera fluttuante iniziò a caricarsi con un sonoro ronzio.

Addio umani di Gonzo! La vostra città ora è nelle nostre...”

La navicella sparì in un lampo bianco e nel cielo migliaia di scintille illuminarono la notte estiva.

Le persone rimasero lì, a guardare quello spettacolo stile fuochi d'artificio.

Ed ora si che è finita la storia. Direi che si è concluso tutto per il meglio...più o meno, no?

Ma rimane ancora una cosa. 

Ora c'è quella scena dopo i titoli di coda.

Il dispositivo che ha lanciato l'anziano (eroe silenzioso della storia) e che ha polverizzato la navicella aliena con quella “combinazione segreta di tasti”, giace sul fondo del mare.

Ecco che arriva la dissolvenza...e dopo qualche giorno il cubetto nero viene portato dolcemente a riva dalle onde del mare, esattamente ai piedi di un bambino pestifero che in quel momento sta costruendo un castello di sabbia dalla forma molto discutibile.

Il bambino si accorge dell'oggetto, lo afferra, lo osserva e se lo porta con se mentre esce di scena, chiamato da sua madre che gli ha comprato un bel krapfen caldo.

 


 


 

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