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Visualizzazione dei post da gennaio, 2021

Il Cacciatore di Insetti

C'è chi ama la Nutella, chi i Plasmon; chi ama la pizza e chi adora andare a caccia. Ma c'è un tipo strambo che ama un certo tipo di caccia: la caccia agli insetti. Niente di così strano, direte voi. Dipende, visto che questo tizio caccia mosche e zanzare con pistole e fucili, formiche e ragni con le granate e i calabroni li butta giù con il lanciarazzi, altro che John Rambo. Il problema di questo povero signore è che semina panico e casino in tutta la città, soprattutto nei parchi costringendo così le autorità a sbatterlo in galera per un po' di tempo, metterlo nei servizi sociali, ma niente, tutto inutile. Alla fine si decise di mandarlo via dalla città, di esiliarlo nei boschi, naturalmente confiscandogli tutte le armi in suo possesso, se no avrebbe raso al suolo pure flora e fauna. Ora Ubaldo vive in una capanna nei boschi, da solo, cacciando insetti con strumenti e trappole fatti da lui, ma non si diverte più come una volta. Dove erano le esplosioni, i colpi sparati ...

La Busta Rossa

Questa storia ha un qualcosa di speciale, di strano ed è tutto collegato ad una busta rossa, una di quelle lettere che aspetti da tanto e che celano un messaggio molto importante. Accadde tutto una mattina di primavera, quando il signor Teodomiro Lungicavalli uscì di casa come al solito per recarsi in ufficio. Sempre impeccabile con il suo abito grigio, la sua cravatta blu e le sue scarpe di cuoio tirate a lucido, aprì la porta di casa ed uscì sul vialetto che portava al cancelletto di legno; e fu lì che tutto ebbe inizio. A terra vide due buste una sopra l'altra: in cima, una bolletta del gas, mentre quella sotto spuntava appena con un angolo rosso che faceva capolino. Teodomiro fu stupito nel vedere quella lettera così presto. Sospirò emozionato e si chinò. Stava per toccare le buste quand'ecco che giunse sguinzagliato e già pronto a sbavare Carletto, il cane bastardello del vicino; subito si infilò tra le mani di Teodomiro che non poté far altro che coccolarlo, come al ...

La Befana senza scopa

5 Gennaio, anno imprecisato. “Dolcetti pronti, carbone dolce c'è, il carbone per i bimbi balordi è pronto, qualche giocattolo...” La signora Befana stava finendo i preparativi per le consegne del 6 Gennaio. “Direi che è tutto pronto. Ora collaudiamo la scopa.” Scese in garage, accese le luci e andò verso la scopa o meglio, dove avrebbe dovuto essere. Il velivolo magico ultraleggero a reazione non c'era più, era sparito. La Befana rimase sconcertata. La scopa non poteva di sicuro andarsene via da sola. “E questo cos'è?” Si chinò appena vide in terra un foglietto di carta. Lo lesse nella mente. “La scopa me la sono presa io, così ci faccio qualche giretto. Se la rivuoi indietro porta tutti i dolcetti e balocchi sul tetto del Royal Palace al centro della città. Ha-Ha-HA! Firmato Mister .” La Befana rimase a bocca aperta per qualche istante in mezzo a quella stanza semi vuota senza fare nulla. “Chi sarà questo Mister? Ma poi Mister chi?” Pensava ad alta voce mentre ri...