All'inizio eravamo solamente dei miseri cacciatori di fantasmi. Entravamo nei luoghi abbandonati, filmavamo tutto in VHS, scattavamo qualche foto e poi le rivendevamo a riviste o giornali da quattro soldi. Roba da poco insomma.
Tutto cambiò il giorno che entrammo nella vecchia villa del defunto Gregor Marshall. Morto ormai da mezzo secolo, Marshall lasciò tutti i suoi averi, ed erano parecchi, al figlio Richard, il quale se n'era andato in Europa ormai da parecchi anni senza sapere più nulla di lui.
In quell'enorme casa abbandonata a se stessa trovammo una sorta di misterioso testamento dove sopra vi era scritto: “Chiunque venga in possesso di questo foglio, riceverà la mia villa.”
Pochi giorni dopo e con le pratiche di successione sbrigate, Villa Marshall era in nostro possesso. Tre ragazzi squattrinati ora avevano in mano una villa da vera rock star...avevamo solo un piccolo problema: era completamente da ristrutturare. Poco male perché nel solaio dell'edificio trovammo un divano imbottito di grana e lì, in quella stanza polverosa e appena illuminata dal sole, ci venne una strana idea: perché non dare vita ad un businness?
L'idea arrivò da Thomas. Era un'idea strampalata, ma anche secondo me e Julie avrebbe potuto funzionare. In pratica avremmo comprato case abbandonate e vecchi loft per poi rimetterli in sesto e dare vita ad abitazioni vivibili. Dov'era la stranezza? Eccovi accontentati. Le case e i loft erano tutti apparentemente infestati da spiriti o demoni e alle gente piaceva e piace ancora 'sta roba.
Eccovi un po' di esempi per farvi capire la nostra idea.
Poi abbiamo la vecchia casa tra Prospect Street e la 36esima dove, se non sbaglio, è avvenuto quel famoso episodio di possessione demoniaca su quella ragazzina di 12 anni. I nostri clienti avrebbero dato l'anima a Satana per comprare questa casa.
Per non parlare dell'hotel in montagna in cui un uomo, padre di famiglia, dopo aver tentato di uccidere moglie e figlio era stato trovato morto congelato nel giardino. I nostri acquirenti si sono ammazzati per avere questo enorme edificio.
Negli anni ne abbiamo acquistaste e rimodernate a bizzeffe e i clienti sono sempre stati tutti soddisfatti.
Insomma, i nostri crediti ormai aumentavano a dismisura e conducevamo una vita da veri re...e regina.
Con la moda dei loft divenne tutto più facile; con tutte le vecchie fabbriche e i mega uffici ormai abbandonati da anni, avevamo da divertirci anche se non mancava mai un po' di sana concorrenza.
Ma era tutto troppo bello per essere vero e tutto stava filando troppo liscio, talmente liscio da scivolarci sopra.
Tutto è andato storto quando abbiamo deciso di acquistare l'enorme villa sulla collina appena fuori città.
Questa splendida casa non era nemmeno messa così male e dopo averla ispezionata in lungo e in largo, decidemmo di comprarla. Una villa antica, di lusso e tenuta ancora abbastanza bene. Il guadagno sarebbe stato incredibile.
Noi della Home Preparation Loftcraft stavamo già sfregando mani e polpastrelli e percepivamo l'odore di soldi a distanza siderale.
Il problema giunse a due giorni dall'acquisto, quando sarebbero dovuti iniziare i lavori di pulizia e ristrutturazione.
Entrando nella casa si percepiva un odore di marcio proveniente dalla cantina. Andando a controllare insieme alla squadra di pulizie notammo che tutto il piano sottostante era completamente allagato.
Questo era un grosso problema. Le spese per riparare al danno sarebbero state esose e quindi il profitto minore, ma in realtà con quella villa ne sarebbe comunque valsa la pena.
Tutti d'accordo sul da farsi, il mattino seguente arrivò una ditta che in pochi giorni mise tutto in ordine.
Passarono due settimane e la casa era ormai pronta alla vendita.
Arrivarono fiumi di persone a visitare la villa e in molti erano interessati a comprarla.
Quando la giornata di visita giunse al termine avevamo almeno una decina di clienti in lista interessati all'acquisto. Prima di uscire, controllammo alla veloce se tutto era in ordine e solo quando fu il momento di andare via ci accorgemmo di una cosa. La puzza di marcio era riaffiorata di nuovo.
Non ci volevamo credere, non era possibile. Andando a controllare scoprimmo che il piano cantina si era riempito ancora una volta d'acqua. Questa volta però il liquido aveva un colore innaturale, era nero come pece. Ma non era quello il problema maggiore. Guardando bene, tra le bolle di marciume e le zone più dense, si potevano scorgere degli strani movimenti.
Tutti e tre fumo presi alla sprovvista quando degli esseri deformi uscirono dall'acqua. Prima presero Thomas, poi Julie e io non riuscì nemmeno a salire un gradino che fui afferrato e trascinato nelle oscure acque gelide di quelle fondamenta. Il respirò mi abbandonò. Tutto si spense intorno. Il buio mi avvolse in un abbraccio viscido e freddo.
Mi risvegliai frastornato nello scantinato insieme a Julie e Thomas, ancora distesi a terra.
Mi avvicinai a loro e notai che respiravano ancora. Li svegliai bruscamente e barcollando qua e là riuscimmo a scappare nel giardino, ma una volta aperto il cancello che dava sulla strada, il buio ci avvolse nuovamente e ci ritrovammo ancora una volta nelle cantine.
Dopo un po' capimmo cosa stava succedendo. Non potevamo uscire di lì, ma le altre persone potevano entrare liberamente per visitare la casa. Non avevamo scelta, dovevamo continuare a rimanere lì e forse prima o poi saremmo usciti. Passarono due giorni senza fame, sete o sonno.
Ricevetti la chiamata da un cliente e la casa fu venduta, finalmente.
Una volta venduta la casa, potemmo uscire liberamente.
Ora avevamo bisogno di riposare, bere e mangiare.
Il giorno seguente, in un bar del centro, parlammo di quella faccenda ancora scossi e confusi. Proprio in quel momento squillò il telefono di Julie, un numero che non era in elenco. E dopo una fragorosa risata in stile Creepshow, una voce bizzarra e tetra diceva che avremmo dovuto continuare a vendere case fino a venderle tutte senza altre alterrnative. Saremmo stati momentaneamente intrappolati nella casa fino al momento dell'acquisto da aprte di un cliente. Per farla breve, eravamo diventati un'agenzia immobiliare al servizio delle forze del male.
Le case vendute da noi prendevano le anime dei loro abitanti scatenando episodi di violenza domestica, pazzia, omicidi e chissà che altro. Non eravamo per niente felici di fare questo sporco lavoro, ma sapete, alla fine ci si abitua e poi il guadagno non è per niente male.
Ad oggi continuiamo a vendere case e loft come se niente fosse, in pratica per noi tre è diventata una routine. Thomas dice sempre che forse avremmo dovuto fare molta più attenzione a scherzare e speculare su morti e spiriti vari, ma io credo che il problema sia da attribuire a quella dannata villa marcia e al suo famoso passato di luogo di ritrovo per compiere strani rituali oscuri, al fatto che è stata costruita sopra un cimitero indiano e che sotto a questo cimitero si trova un altro cimitero ancora più antico. E poi nessuno ci aveva detto che una volta quello era un manicomio dove fu compiuta una sanguinosa strage. Ah, per non parlare del cimitero di animali abbandonato oltre il boschetto dietro l'abitazione, dei latrati e gli ululati durante le notti di luna piena, della strana musica che arriva dal salone durante la notte e di quella bambola di pezza che un giorno prima la si trova sul letto e il giorno dopo la ritrovi sotto l'albero dove in passato si era impiccato uno dei vecchi proprietari dopo che suo figlio gli aveva fatto leggere uno strano libro rilegato in pelle umana. O forse sarà anche per via di quelle strane rune incise sul muro della cantina...ormai, insieme a i sussurri. non riesco più a togliermele dalla mente.
Ve le riporto qui così ci date un'occhiata:

Commenti
Posta un commento