Nella piccola e ridente cittadina di Trimegistra la gente ormai era stanca di tutti i rumori e i fumi malsani che uscivano dal laboratorio del Dottor Pastrokky. Ogni giorno tonnellate di nubi colorate fuoriuscivano dal camino di quel capannone situato appena fuori dal centro, per non parlare dei suoni fastidiosi e strambi emanati da macchine ed esplosioni varie.
Jimmy Pastrokky è visto male non solo per i soliti rumori e flatulenze, ma soprattutto per i vari incidenti causati nei vari anni di lavori strampalati.
Infatti sono passati solamente pochi anni dalla famosa notte dell'Invasione degli Ultraporci. L'esperimento era facile secondo lo scienziato che al tempo veniva ascoltato come luminare. Doveva prendere i maiali del contadino Vangony, studiarli e poi potenziarli per dare alla fattoria dei salumi speciali e super saporiti. Vangony immaginava già le valanghe di soldi che avrebbe guadagnato e invece tutto si tramutò in una specie di incubo maldestro.
I super maiali riuscirono a fuggire dalle gabbie del laboratorio distruggendole a morsi per poi riversarsi sulle strade in una festa di sonori grugniti e vari tipi di imbrattamento. Fortunatamente successe tutto di notte, ma i porci causarono danni incalcolabili alla città di Trimegistra. Oltre a tranciare in due le automobili parcheggiate, sfondarono pareti di bar e negozi, divorarono parte degli alberi del parco e recuperare quelle bestie non fu affatto facile. Addirittura uno dei vigili urbani di ronda quella notte fu assalito da un maialino costringendolo a passarsi venti giorni su un letto d'ospedale. E dire che quella sarebbe stata la sua ultima notte di ronda prima della meravigliosa pensione.
Pastrokky fu condannato a servire la comunità per sei mesi nei quali causò più disastri che benefici.
Dopo quel periodo, lo scienziato si ritirò nel suo laboratorio uscendo pochissime volte e diminuendo rumori e fumi vari, ma lampi di luce azzurra e gialla scaturivano dalle finestre del laboratorio facendo parlare i cittadini che si inventavano le storie più assurde come quella che in realtà Jimmy stava contattando alieni o mostri da altre dimensioni o che forse stava creando maiali umanoidi per vendicarsi della città. Ovviamente era tutto falso.
Una mattina la signora Impicci disse di aver visto il Dottor Pastrokky entrare nel capannone con un'auto vecchia e squadrata, mai vista prima da quelle parti.
I cittadini cominciarono ad insospettirsi sempre di più fino a che in un giorno di forte temporale, videro lo strampalato scienziato salire sul tetto del capannone per legare un cavo d'acciaio al grosso segnavento a forma di gallo. Il cavo fu fatto passare attraverso la botola del tetto e Jimmy si ritirò nuovamente dentro al suo laboratorio con molta fretta.
“Ora devo solo aspettare...” disse dando un'occhiata all'orologio digitale da polso che segnava le 10.03 del mattino. Alle 10.04 un enorme fulmine colpì il segnavento e la scarica entrò fin dentro al laboratorio passando per il cavo d'acciaio. L'enorme bobina posizionata dietro l'automobile si caricò di energia elettrica emanando un piccolo bagliore per poi affievolirsi accompagnata da centinaia di scintille azzurre e gialle.
A Jimmy brillarono gli occhi dall'emozione. “Ora entriamo nella macchina e vediamo se funziona!”
L'abitacolo della vecchia Fiat Uno del 1989 era pieno zeppo di led e lucette colorate che lampeggiavano in sincronia.
L'indicatore della batteria era al massimo, segno che la grossa bobina aveva incanalato energia sufficiente per il viaggio.
Pastrokky mise in moto l'automobile. Un segnale acustico indicava che tutto era pronto, avrebbe dovuto solo impostare una data sull'orologio digitale presente sul ruvido cruscotto di plastica grigia.
Quando fu soddisfatto della data impostata, accelerò fino al rosso del contagiri. Fulmini azzurri e dorati cominciarono ad avvolgere l'auto; in pochi secondi la Fiat Uno scomparve da quella realtà con un enorme boato sordo.
Nel laboratorio rimasero le coppe di plastica dei cerchioni sciolte in un mucchietto nero e informe, e una nube densa di fumo di scarico grigio-azzurra emanata dalla vecchia marmitta.
Mentre a Trimegistra la giornata proseguiva nella solita, normale monotonia, il professor Pastrokky era immerso in un viaggio pieno di onde colorate e distorte in mezzo ad un universo variopinto e sempre in movimento con forme immateriali e senza logica che si disintegravano e si ricomponevano in continuazione.
Jimmy era così felice e carico di emozioni che per poco non svenne.
Senza avvertimento la macchina del tempo fu investita da un flash bianco che la proiettò fuori da quello strano universo irregolare per poi trovarsi nel mondo di tutti i giorni, anzi di molti giorni prima...di anni prima.
La Fiat Uno venne gettata su un prato verde. Jimmy spense il motore e scese dall'auto.
Si guardò intorno e vide che era nella piccola periferia di Trimegistra nel luogo dove sarebbe sorto il suo laboratorio.
“Ok.” Pensò. “Fin qui tutto bene.”
Prese a camminare fino ad arrivare in centro tra le botteghe e le pittoresche case.
Uno dei quotidiani appesi fuori dal giornalaio della piccola piazza mostrava la data di Aprile 1978.
Jimmy sorrise, era tornato indietro di quarant'anni, esattamente un anno prima della sua nascita.
In quella linea temporale nessuno lo avrebbe trattato male, nessuno lo avrebbe sbattuto ai lavori sociali per mesi e mesi. Si era messo in testa di cominciare una nuova vita: basta esperimenti pericolosi.
Dopo qualche settimana e dopo essersi trovato una comoda casa in centro con tanto di garage per nascondere la Fiat Uno (almeno finché non l'avrebbero prodotta), Jimmy aprì una piccola bottega poco fuori dal centro; un negozio che vendeva strane chincaglierie moderne che per alcuni abitanti sembravano cose arrivate da chissà quale pianeta e andavano davvero a ruba.
Andava così alla grande che in meno di un anno guadagnò tantissimi soldi diventando uno degli uomini più ricchi di Trimegistra.
Ormai era il vip di quella ridente cittadina, aveva fama e denaro, una nuova casa su due piani con piscina e pure una barca a vela, anche se lui odiava il mare.
Tutto andava alla grande, ma più passavano i giorni e più i ricordi del vecchio mondo del futuro si affievolivano fino a sparire completamente.
Grazie al denaro accumulato, lo scienziato fu in grado di trasferirsi in periferia, dando nuova vita ad un gigantesco capannone dal quale ricavò un bel laboratorio fornito di qualsiasi diavoleria.
“Qui riuscirò finalmente a progredire con i miei esperimenti fino a raggiungere le menti più brillanti di tutto il mondo.”
Passarono i mesi e il dottor Pastrokky riuscì a creare cose magnifiche per Trimegistra, ma più in là andava con gli anni e più gli esperimenti si trasformavano in fallimenti.
Ed è proprio per questo fatto che successe un qualcosa di già visto.
Una mattina di primavera, un vecchio contadino bussò al portone del laboratorio.
Pastrokky era indaffarato in cose strambe tra flash colorati e fumi variopinti che si sprigionavano fuori e dentro il capannone. Aprendo la porta si trovò davanti l'anziano contadino e per un attimo rimase a bocca aperta, in silenzio. Lo aveva già visto da qualche altra parte.
“Salve Dottor Pastrokky...”
Sentendo quella voce, Jimmy ricordò chiaramente dove lo aveva visto.
“Ma lei è il signor Vangony...o sbaglio?”
“Certo, sono io.”
Lo scienziato sorrise: “Eh, mi sembrava! Ho visto la pubblicità dei suoi salami sul cartellone fuori città. Ottimo prodotto, davvero!”
Vangony ringraziò. “Infatti sono qui proprio per i miei salumi.”
Jimmy si incuriosì. “Sul serio? Prego entri pure allora.”
“Grazie.” Disse il contadino seguendolo dentro all'enorme capannone. “Sa, vorrei rendere i miei salumi più gustosi e golosi. Non è che può fare qualcosa per i mie cari maiali?”
Il dottor Pastrokky chiuse il portone. “Sicuramente si può fare qualcosa. Anzi, non si preoccupi che ho già un'idea.”

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