Le nuvole scure coprivano la luna dando vita ad una notte parecchio buia sopra i campi coltivati.
Il signor Kevin Spicy, contadino di fama provinciale, grazie al suo commercio di spezie prelibate, aveva appena spento la TV e si stava preparando per andare a letto.
Salì le scale che portavano di sopra nella sua camera e per prima cosa andò alla finestra per chiudere le spesse tende scure; fu in quel momento che nel cielo vide uno strano luccichio attraversare le nubi che di lì a poco tagliò il cielo scuro come una lama di luce verde.
“Diamine. Non sarà mica il temporale...o un meteorite?” si domandò a voce alta mentre fissava quel bagliore verde precipitare verso i campi in lontananza.
All'impatto con il suolo, il bagliore verde si intensificò di molto, creando un'intensa luce che illuminò parte della zona immersa nella notte.
Kevin rimase inebetito ad osservare quello strano spettacolo: “A questo punto, credo che non si tratti di un temporale.”
Il contadino si pizzicò un gomito per controllare se stava dormendo oppure era solo un sogno...nessuna delle due cose: era tutto vero! Aveva visto bene dove si era schiantato quello strano coso che era piombato giù dal cielo (anche perché laggiù, verso i campi, si era propagato un grosso incendio). Decise di correre giù per le scale, uscire di casa e salire sul suo pick-up Ford.
Corse a tutta velocità verso i campi del buon Richard, suo compagno di zappate e discorsi di trattori nel bar del paese, ma arrivato sul luogo vide che tutto ormai stava bruciando come un fiammifero.
Uscì dal pick-up e cominciò a chiamare il suo amico a squarciagola.
“Richard! Richard dove sei?!”
La porta del garage appena in fondo al cortile si aprì e l'amico gli fece segno di entrare.
“Richard, stai bene?” Chiese Kevin felice di vederlo illeso.
“Si, sto bene, ma sono davvero incazzato.” Esclamò dando uno sguardo fuori dalla finestra. “Non so che diavolo sia successo ma ho perso tutto il raccolto. XXXXX XXX!” L'imprecazione che aggiunse sul finale della frase echeggiò per tutto il garage...fu davvero titanica.
Kevin venne colto alla sprovvista: “D'accordo, ma ora dobbiamo pensare a salvarci la pellaccia.” Si guardò in giro per poi domandare al compare dove fossero moglie e figli.
“Non ti preoccupare” Rispose “Sono in vacanza da mia suocera.”
I due uscirono dal garage per andare verso il luogo di quel devastante impatto. Le fiamme si erano propagate per buona parte del campo e lì, in mezzo alla nuda terra, giaceva un grosso uovo bianco.
“Per J. Lennon, Richard! Hai visto?” Esclamò Kevin incredulo.
Richard non rispose, stava osservando quell'affare in mezzo al campo grattandosi la testa spelacchiata.
Il grosso uovo era alto almeno tre metri con un oblò scuro al centro. Uno strano e misterioso bagliore verde lo circondava come se fosse un cerchietto luminoso da rave party sulla testa pelata e bianca di un uomo albino di mezza età. Che esempio orrendo!
I due uomini restavano davanti a quel coso e vedendo che non c'erano strani movimenti, decisero di avvicinarsi un pochino, giusto per vedere cosa fosse effettivamente.
All'improvviso si sentì un sibilo e una parte di quell'uovo si aprì. Il portellone dell'astronave scese lentamente e si spalancò, ma all'interno non si potè vedere nulla perché una luce bianca accecante abbagliò i due contadini inglesi costretti a ripararsi gli occhi con il palmo della mano.
Quando scostarono le mani dal viso, videro una sagoma scura, bassa e tozza scendere dalla rampa.
Nel momento in cui la sagoma fu più dettagliata, Kevin non ebbe più alcun dubbio: “Per Eleanor Rigby! Se quello non è un gallo allora dimmi tu che cos'è!”
Richard cercò di trovare un'altra risposta, ma semplicemente non c'era: “Quello è proprio un gallo Kevin...un gallo ruspante arrivato dallo spazio...”
La bestiola bassa e impettita si avvicinò agli umani. La testa del pollo girava a scatti da una parte all'altra osservando quello strano mondo con i suoi piccoli occhi rossi luminosi; il corpo del gallo era cromato forgiato di una lega metallica o forse qualche altro strano elemento proveniente da un altro pianeta, non ci è dato saperlo. Il gallo dalla cresta metallica si fermò davanti ai due umani. Un rumore di “loading stile Commodore 64” echeggiò nel suo piccolo petto.
“Chirichì umani!” La voce metallica e sgraziata scaturì stupore nei due contadini mentre fissavano immobili quello strano pennuto che continuava nel suo discorso.
“Io sono il generale Ruspante01 della flotta -A-Pollo 13- e sono venuto su questo pianete qui-chirichì per trattare con voi umani.”
Kevin, ancora incredulo, fece una domanda: “Cosa cercate sul nostro pianeta?”
Il gallo rispose prontamente. “Questa è un'emergenza! Abbiamo bisogno di un terreno dove riparare il nostro “Cosmic Egg-V” fino a che non saremo pronti a ripartire verso il nostro mondo. Siamo giunti sin qui-chirichì per esplorare nuovi pianeti!”
Richard si fece avanti e pensando allo stato in cui era il suo terreno, decise che avrebbe potuto darlo in concessione a quei poveri pennuti di latta, tanto ormai era tutto bruciato.
“Prendete questo campo. È bello grosso, dovrebbe bastarvi e quando sarete pronti potrete ripartire.”
Il pollo si guardò intorno e dopo una serie di calcoli rispose con un chicchirichì metallico.
“Grazie umano. Questo posto è perfetto per riprenderci-chirichì' dal viaggio.”
“Allora siamo d'accordo e sigilliamo questo contratto in nome della pace.”
Il gallo fu soddisfatto e tornò nell'astronave per parlare a tutti i suoi vari polli.
Il tenente Vallespluga02 stava aspettando il suo generale dietro il portellone dell'astronave.
“Ci-chirichì sono cascati, signore?”
Il generale Ruspante01 lanciò una risatina in Eloquens.exe: “Certo che si. Questo mondo sarà nostro senza che gli umani se ne accorgano.”
Intanto Kevin e Richard se ne stavano ancora davanti all'astronave.
“E quindi? Che si fa ora?” Domandò Richard.
“Non saprei.” Esclamò Kevin. “Abbiamo finito o dobbiamo aspettare che escano fuori da quel coso?”
Intanto passava di lì il vicino di Richard, Michael, con la sua Range Rover. Vedendo i due contadini si fermò e scese dal veicolo.
“Oh ragazzi! Meno male che siete salvi. Ho visto l'incendio e ho avuto paura che magari...”
“Tutto bene!” Rispose Richard.
Kevin cercò di spiegare all'amico appena arrivato: “Tu non hai idea di che cosa è successo...”
Non fece in tempo a finire la frase che Michael prese due borse dal bagagliaio del fuoristrada.
“Aspetta. Guardate qui. Sono passato a prendere un po' di nuggets di pollo. Adesso ci sediamo qui ad ammirare il fuoco che divampa nel tuo campo mentre sgranocchiamo queste ottime pepite di pollo.”
Richard e Kevin si guardarono, poi si voltarono verso l'uovo gigante e poi guardarono Michael con i suoi nuggets. Dopo pochi secondi erano tutti e tre seduti sul Range Rover a mangiare quei deliziosi bocconcini...e fu proprio in quel momento che uscirono i polli cromati dall'astronave.
“Oh cazzarola!” Esclamò Richard.
“Assassini!” gridarono i pollastri. “Ecco-dè coccòsa fanno su questo pianeta!” Disse una delle galline.
Il generale Ruspante01 si fece avanti guardando dal basso verso l'alto i tre contadini. “Ci avete infastidito abbastanza. Ora è guerra!”
Michael sorrise e porgendo una pepita di pollo al generale chiese: “Ne vuoi una, polletto?”
Quella fu la frase che scatenò la battaglia. I polli cominciarono a sparare laser dagli occhi costringendo i tre umani a nascondersi dietro al fuoristrada.
Michael spiegò a Kevin e Richard la situazione mentre grida di chicchirichì e coccodè si spargevano nella fresca aria notturna.
“Ragazzi, devo dirvi una cosa. Io sapevo già cosa sarebbe accaduto qui. Provengo da un'altra dimensione, in un mondo dove io e la mia squadra monitoriamo i vari pericoli a cui è sottoposto il vostro pianeta. Sono qui per salvare la Terra da questa invasione.”
I due contadini si guardarono in faccia stupiti e spaventati, poi si voltarono verso Michael: “Va bene...come vuoi tu!”
Intanto i polli stavano usando tutte le loro armi. Razzi per volare e bombardare con uova esplosive, laser incandescenti che dilaniavano il metallo e qualche onda sonica che si propagava dal becco in grado di sgretolare muri e muretti. Ah e poi c'erano le penne lanciate tipo balestra. Roba forte insomma!
Ma Michael sapeva già tutto e poi aveva già combattuto Tandoori e l'esercito di polli-zombie.
Salì sul suo range Rover, e partì verso il campo in fiamme dove i polli si erano posizionati per l'attacco finale.
Aprì il comodo poggia braccio della sua auto e attivò una manopola. Il dispositivo, posizionato nel retro del fuoristrada si attivò con una luce azzurra illuminando l'abitacolo.
“Questa è vera tecnologia, maledetti terminator-pollastri!”
I due grossi magneti sui fianchi dell'auto si attivarono. Michael accelerò per portarsi in mezzo ai mecha-polli, e lì scatenò l'inferno. Tutti quegli pseudo pennuti cominciarono a muoversi in maniera convulsa, confusi dalle onde elettromagnetiche sprigionate dall'auto di Michael e quando vallespluga02 esplose trascinò tutto l'esercito in una nuvola di fiamme e rottami.
Solo Ruspante01 aveva ancora l'energia sufficiente per alzarsi. Parzialmente distrutto e con le scintille che uscivano dal becco ormai rovinato, corse come un pazzo verso Kevin e Richard urlando robe senza senso: “01001101011011110111001001101001011100100110010101110100011001010010000001110100011101010111010001110100011010010010000100100000010101010110110101100001011011100110100100100000011000100110000101110011011101000110000101110010011001000110100100100001”
A pochi metri dai due contadini, Ruspante01 esplose in mille pezzi. Dietro la piccola nuvola di fumo e cromature varie videro Michael con il fucile da caccia ancora fumante.
Ora era davvero finita.
“Tutto bene ragazzi?” Chiese Michael sorridendo.
“Si, siamo interi.” Rispose Kevin.
“Ma com'è potuto accadere tutto questo?” Domandò Richard.
Michael ormai sapeva come spiegare il tutto. “Non preoccupatevi. È solo una sorta di punizione divina, magari qualche dio dei polli incazzato per i nostri capricci. Ma come si fa a resistere ai nuggets, eh?.”
L'uomo si voltò e salì sul suo fuoristrada.
“Te ne vai?” chiese Kevin.
“Si ragazzi. Ho altro da fare. Purtroppo questa cosa non è finita qui. C'è ancora un problema da risolvere.” Michael pronunciò quella frase con i denti stretti e uno sguardo d'odio perso nel vuoto, stile Clint Eastwood versione “Ispettore Callaghan” per poi andarsene nel buio della campagna inglese.
Il suo amico non lo stava più ascoltando. “Zitto Richard...e guarda alla TV...”
Il notiziario parlava di un fatto strano. In Cina, in un'antica scuola di Kung Fu, avevano allenato per anni una gallina e il risultato era davvero impressionate. Il telegiornale mostrava le scene di quell'agile pollo intento nelle sue arti marziali menare qualsiasi uomo gli si parasse davanti.
“Questa cosa non va affatto bene!” Esclamò Kevin.

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