Terra.
Seconda era post apocalittica.
Anno: imprecisato, ormai la razza umana ha perso il conto.
Mari prosciugati, pianure ormai aride. Le guerre hanno spazzato via gran parte di ciò che c'era di bello e sano nel mondo; tuttavia, un po' di razza umana era sopravvissuta...per l'ennesima volta.
Spedizione Populus, Pianure Aride del nord Italia.
Un gruppo formato da tre persone si fa strada tra la sabbia e la cenere. Il vento caldo sferza i visi protetti da grossi occhiali scuri e sciarpe scolorite, mentre gli spessi stivali solcano le piccole dune formate dal vento.
Uno dei tre tizi inciampa su qualcosa di solido, ma non è una roccia. Incuriosito, l'uomo si china per osservare l'oggetto per metà coperto da sabbia e cenere.
Stupito del ritrovamento lancia un urlo agli altri del gruppo.
“Ehi ragazzi! Guardate qui.” I due si erano fermati poco più avanti e si voltarono leggermente seccati.
L'uomo si avvicinò e mostrò l'oggetto in questione. La ragazza del gruppo si stupì nel vedere quell'affare ancora quasi completamente intatto: “É un libro. Incredibile!”
“Dobbiamo tornare subito al rifugio, finché siamo ancora vicini.
Proseguiremo le ricerche più tardi.” Disse l'altro ragazzo.
Detto fatto, i tre tornarono al rifugio. Portarono il libro al capitano che subito si mise a studiarlo insieme a loro.
Era un volume logoro, ma ancora pieno di storie; sfortunatamente mancava la copertina e diverse pagine erano andate perdute, ma molti di quei racconti erano ancora perfettamente leggibili. E qui ci aggiungerei un altro “sfortunatamente”.
Nessuno aveva la minima idea di ciò che sarebbe accaduto.
Precisiamo che in quest'epoca post apocalittica non si trovano molti libri e quindi ogni pagina rivelata è di valore inestimabile. La società è stata per buona parte cancellata, come tutto il resto d'altronde, e ogni pagina trovata, ogni ninnolo scoperto, risulta di estrema importanza per ricostruire il passato.
Usi, costumi, dialetti, invenzioni, tecnologie e quant'altro...tutto perduto, o quasi.
Negli anni a venire furono trovati pochissimi tomi in grado di raccontare il vero passato dell'umanità e capaci di portare nuovi insegnamenti per costruire un nuovo mondo.
Quel libro trovato svariati anni prima tra sabbia e cenere fu uno dei più studiati, un pilastro per una nuova realtà. Tutti quei racconti scritti portarono ad una nuova società...distorta, un mondo dove il grido “Ce la faremo!” si perdeva nel vento insieme alla polvere.
Passarono i giorni, i mesi, gli anni; le città e le società venivano plasmate nuovamente.
Questa volta pareva quella buona.
Gli errori del passato trovati impressi su libri e stralci di giornali e riviste, avevano insegnato qualcosa ai sopravvissuti, ma quel qualcosa sarebbe davvero bastato? Avrebbe dato i suoi frutti?
Il futuro era attaccato ad un libro di racconti strambi a cui si era cercato di dare un senso, ed è a causa di questo oggetto balordo che si cominciarono a venerare divinità distorte, divulgatori di scienza dubbia e personaggi storici inappropriati.
Il mondo era appeso alla legge del terrapiattismo e la divinità pregata era un essere divenuto luce che non aveva fatto miracoli di chissà che tipo, ma spesso usava la furbizia ingannando i propri discepoli con trucchetti da illusionista di strada.
Tra quelle strampalate pagine si raccontava di spedizioni dirette sul Sole che facevano perdere il sonno alle menti più brillanti.
Di lì a qualche anno vennero inventati razzi e tute spaziali in grado di viaggiare fino a quella lampada ad incandescenza chiamata “Sole”. In fondo, secondo alcuni studi, si pensava che fosse soltanto a pochi chilometri dalla superficie terrestre.
Così arrivò il giorno in cui i più coraggiosi esploratori viaggiarono fin sopra alle nuvole con tute che non avrebbero retto nemmeno il calore di una giornata estiva a bordo di razzi con una spinta talmente banale da far sembrare una Panda un'auto da corsa.
La missione fu un totale fallimento. Le navette precipitarono dal cielo, esplodendo in mille pezzi. Fiamme, detriti e materiale radioattivo caddero dentro ad un vulcano dormiente usato come discarica.
Fu un sollievo per il Presidente degli Stati Piatti: “Per fortuna i detriti sono caduti dentro la nostra grande discarica di lava. Tutto a posto gente! Non preoccupatevi, la natura penserà a smaltirli.”
Il Presidente ricevette un mucchio di applausi, ma quel battere di mani si spense pochi giorni dopo, quando alcuni terremoti si propagarono per vari paesi e città, creando dei disastri belli grossi.
Ma quello era solo l'inizio.
La discarica vulcano eruttò durante una piacevole domenica di primavera. I rifiuti di svariato tipo abbandonati per anni dentro il vulcano diedero vita ad una lava incandescente e verdastra che scioglieva e inghiottiva ad una velocità senza precedenti. Fumi tossici vennero sparsi nell'aria rovinando quella manciata di umanità e società che si era ricreata negli anni. Tutta la colpa venne attribuita al presidente degli Stati Piatti che venne condannato alla gogna.
Ci furono guerriglie tra fazioni: chi battagliava dalla parte del Presidente, chi combatteva insieme alla Scienza e chi predicava e malmenava nel nome di una Divinità.
Ormai si era arrivati ad un caos totale e questo portò nuovamente ad una Grande Guerra.
Furono creati eserciti che davano la caccia ai divulgatori di quelle scritture farlocche, mentre dall'altra parte si combatteva per quelle pagine così preziose e controverse.
Il mondo intero era impazzito a causa di qualche racconto, di inchiostro su carta che neppure aveva un titolo.
Il caos non dava tregua all'umanità mentre le città venivano inghiottite dal fuoco e dalla brutalità dei conflitti che si estendevano sempre di più.
Col tempo e imparando a convivere con la guerra, alcuni scienziati e storici di fama mondiale studiarono di nascosto, e ancora più a fondo quei racconti, cercando di dare un nuovo senso a ciò che vi era scritto, ma un senso non lo trovarono. Fu solo grazie all'intervento di coraggiosi eroi e azioni di spionaggio che infine venne scoperta l'ubicazione di quella bibbia del caos.
In un piccolo borgo del centro Italia, sotto lo scantinato di una palazzina sventrata, viveva un gruppo di persone che custodiva quel tomo come se fosse l'ultimo tesoro esistente.
Lottarono fino allo stremo delle forze ma alla fine quel libro gli fu strappato dalle mani con il sangue.
Quella guerra brutale terminò dopo pochi giorni e col tempo il mondo tornò di nuovo in pace.
Negli anni si raccontarono storie strane riguardo quel libro.
Si dice che al momento del recupero, i soldati lo avessero ridotto in pezzi per poi darli alle fiamme, cancellandolo per sempre dall'umanità.
Altri dicono che il generale dell'esercito riuscì a scappare con quel libro e lo avrebbe rivenduto ad un'asta segreta per qualche miliardo o poco più, ad un pazzo ed eccentrico tiranno.
Altri ancora parlano di un posto sperduto nel mondo, un luogo dove le nebbie perenni avvolgono un castello tetro e infestato da spiriti, e proprio dentro a quell'imponente maniero sarebbero custodite quelle cavolo di pagine.
Come sempre se ne dicono di storie; dapprima di piccolo conto, ma con il passare degli anni diventano di proporzioni gigantesche, fino a trasformarsi in leggende.
Quello che però non è stato detto in questo racconto è che al libro in questione, prima della fine di quella grande guerra, venne dato un nome: “Racconti Malsani” e la cosa ancora più strana è che anche questo racconto fa parte di quelle strampalate pagine, ma era proprio una di quelle storie mancanti che si era persa nel vento.
Pare che ad oggi una persona custodisca gelosamente quelle pagine mai trovate e che conoscesse già l'inizio e la fine di questa storia dove passato, presente e futuro non hanno alcun senso.
Ma ciò che è stato è stato e quello che è scritto nero su bianco non si può cambiare nemmeno con il passare dei secoli.
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