“Signore, ciò che temevamo da tempo sta per avverarsi.”
Peppermint, capo degli elfi di Natale parlava in tono tranquillo, ma era davvero preoccupato per la situazione.
Il Signor Natale era seduto alla sua scrivania intento ad ultimare i preparativi per la notte di natale. Abbassò il foglio, una lista bella lunga di nomi, e guardò negli occhi il piccolo elfo: “Tenta di prendersi il Natale...ancora?”
Peppermint annuì, il Signor Natale sorrise nervosamente e si lasciò scappare un pizzico di rabbia sul volto.
“Non gli è bastata la lezione di qualche secolo fa, allora”
I macchinari si misero nuovamente in moto per costruire giocattoli e ninnoli da guerra.
“Sappiamo già i tempi di produzione?” Il Sergente Sugarcane supervisionava le fasi più delicate delle missioni e adesso doveva supervisionare una battaglia. Non gli dispiaceva affatto, tutto sommato.
Uno degli elfi rispose prontamente: “Mancano meno di due ore per essere operativi.”
Babbo Natale non disse una parola, annuì soltanto. Non gli piaceva la guerra.
“Preparate le renne e la slitta da battaglia.”
In pochi minuti le renne erano pronte, bardate con le loro lucenti corazze da battaglia. Leggere e robuste.
La slitta d'attacco era stata saldamente agganciata agli animali da traino; non era carica di doni e balocchi, ma di armi magiche e accessori strani pronti alla battaglia.
La fabbrica intanto aveva completato i preparativi. Tutto era pronto e il Regno del Natale attendeva nel silenzio ammantato di neve.
“Elfi! State pronti.” Sugarcane dava gli ordini via radio a tutti i gruppi di elfi nascosti nei vari punti strategici, mentre Babbo natale era in attesa sulla sua slitta all'interno della stalla.
All'improvviso il silenzio fu rotto da un boato in lontananza, un ruggito violento e affamato di guerra.
Dalle colline a ovest spuntò un esercito di bestie feroci, massicce. Il più grosso di loro diede il via all'attacco e tutto l'esercito si mosse verso il Villaggio di Babbo Natale. Una carica di mostri dal pelo folto e grigio con corna ricurve ruggiva all'impazzata aprendo le grosse fauci. Correvano trottando come gorilla impazziti e sbavando come cani rabbiosi.
Il Signor Natale osservava il tutto dalla finestra della stalla. “Dannato Krampus. Questa volta ci farai sudare.”
Nell'attacco precedente, il Krampus non aveva tutte quelle bestie con sé e in poco tempo fu fermato e per punizione messo a lavorare con Babbo Natale. Doveva occuparsi dei bimbi cattivi portando loro carbone al posto di giocattoli e caramelle, ma il Krampus ci prese gusto ad essere quello cattivo, la parte oscura del Natale e negli anni seguenti cominciò a rapire i bambini, perciò gli elfi del Natale dovettero fare sempre il possibile per recuperarli e riportarli nelle loro case.
Per anni e anni il Krampus non si fece più sentire né vedere...fino ad oggi.
Ormai le bestie erano vicine al villaggio, ma un gruppo di elfi riuscì a prenderli di sorpresa.
“Fermateli!” Ordinò Sugarcane. Gli elfi usarono reti di caramello e trappole di pasta di zucchero per immobilizzarli e in effetti la cosa funzionava a meraviglia.
Procedendo in questo modo, molti gruppi di bestie del Krampus furono fermati e intrappolati, ma non era finita qui.
Krampus continuava a guardare l'orda di bestie che si buttava verso il villaggio, lo faceva senza dire una parola, senza dare un ordine.
“Ho visto Brutos. Ma non preoccuparti, questa volta abbiamo l'asso nella manica.”
Brutos, il capo delle bestie, ci mise un po' a capire.
“Ah, capo! Hai ragione!” Si mise a ridere come un idiota.
“Stupido Brutos, non ti devi preoccupare questa volta. Quando il Signor Natale uscirà allo scoperto, troverà tutta la mia furia ad attenderlo.”
Krampus sembrava avere le idee chiare questa volta. In effetti tutto era stato preparato alla perfezione per il grande evento; questa volta avrebbe davvero preso possesso del Regno del Natale, se lo sentiva nelle sue grosse ossa massicce.
“Questa sera, caro Brutos, ceneremo con stufato di renna!”
-Parte II-
“Lurido barbone...” Si rivolse al Signor Natale.
“Non sei il benvenuto qui, Krampus.” L'espressione seria di quell'uomo vestito di rosso fece vacillare solo per qualche secondo il possente bestione.
“Questa volta, demonio, finirà per sempre. Lo sai vero?”
Krampus rise mostrando le sue grosse zanne. “O tu o io, caro Babbo.”
Intanto il Grinch si era risvegliato grazie alle cure degli elfi e alla magia del natale di cui era saturo il luogo. Si rialzò in piedi intontito. “Che diavolo mi è successo?”
Spiegata la faccenda, l'essere verdastro fu pronto ad aiutare.
“Fermi là, esserini stupidi.” Brutos brandiva una grossa ascia di ghiaccio e rispetto ai piccoli elfi era enorme, ma per loro fortuna non era per nulla intelligente.
Il Grinch era astuto invece e in men che non si dica, architettò un semplice piano per metterlo a tappeto.
Colpì il piccolo Peppermint, sbattendolo a terra. “HAHAHA! Il Grinch è tornato e odia il Natale più che mai!”
Brutos lo guardò accigliato.
“Per San Nicola, mi sa che non c'è cascato mica...” Disse Sugarcane dubbioso, ma il sorriso di Brutos che si dipinse sul suo stupido e brutto muso, diceva tutto.
Ci era cascato...ovviamente.
Il Grinch fece segno agli elfi di rimanere calmi, sfoggiò un bel sorriso. “Vieni Brutos, prendiamo a calci questi piccoli sgorbi!” Brutos si affrettò a raggiungere il Grinch, ma appena fu accanto a lui, lo tempestarono con tutto ciò che era rimasto. Ghiaccio magico, reti di caramello, zenzero e cannella. Brutos era stato sconfitto ed ora piangeva come un bambino.
Il Grinch guardò verso la collina buia: “Ora andiamo ad aiutare Babbo Natale.”
Krampus non mollava e sebbene il Signor Natale poteva contare su due spade magiche a forma di bastoncino di zucchero, il Krampus sapeva incassare a dovere.
“Questa volta non mi fermerai, Babbione. Sei da solo ora.”
“Non ci pensare nemmeno, sgorbio cornuto!” Il Grinch era spuntato dalla collina insieme al gruppo di elfi rimasti.
Babbo Natale era felicissimo di vederli, ma non era ancora il tempo dei festeggiamenti.
Il Krampus era pronto ad attaccare tutti. Cominciò a muovere il suo bastone a destra e a sinistra, Piccoli vortici di ghiaccio cominciarono a formarsi attorno all'arma. Ma tutto fu vano.
Sugarcane arrivò volando sopra il suo aereo giocattolo tempestando Krampus con le reti appiccicose e le bombe di ghiaccio.
Il Krampus si liberò e con un globo di magi fece precipitare Sugarcane e il suo aereo.
“Dannato mostro!” Babbo natale caricò con le sue spade, ma la bestia bloccò l'attacco con il bastone.
“Tutto qui, Nicola?”
Il Grinch intanto era sparito e gli elfi cercarono invano di fermare la brutalità del mostro.
Ora erano rimasti solo Babbo Natale e Krampus.
“Ora si che siamo pari, eh?” Dicendo così, Krampus scaricò la magia del bastone sul Signor Natale che si ritrovò coricato sulla neve.
Ora il demone poteva dargli il colpo di grazia. Sollevò il bastone, pronto a colpire e a farla finita una volta per tutte. “Addio, caro Babbo Natale...”
Un rumore di forte vento da dietro alla collina fece voltare il nemico del Natale.
Krampus si stupì nel vedere il Grinch sopra i rimasugli della slitta trainata da Rudolph.
La slitta caricò Krampus che però scansò all'ultimo momento; quella distrazione mise fine alla battaglia. Babbo Natale si sollevò dalla neve e dando fondo a tutta la magia rimasta creò una gabbia di ghiaccio che intrappolò il Krampus.
Il mostro urlò di rabbia, cercò il bastone, ultima speranza, ma era a diversi metri da lui, fuori dalla gabbia.
Babbo Natale si avvicinò asciugandosi un rivolo di sangue dal viso.
“Anche questa volta hai fallito, Krampus. Il Natale rimarrà sempre così, non lo cambierai mai.”
Il Signor Natale si voltò e andò verso il Grinch. Gli diede una pacca sulla spalla. “Temevo di averti perso, curioso amico mio.”
Il Grinch sorrise. “Anni fa ho capito il significato del Natale e quello rimarrà sempre nel mio cuore.”
Il Krampus non poteva fare nulla, era prigioniero. Fissò quei due andare verso il villaggio illuminato.
“Tornerò, sappiatelo e la prossima volta la vittoria sarà mia.”
“Non avere fretta. Finché qui ci sono di guardia io, tu non vai da nessuna parte!”
Di chi è questa voce? Pensò sorpreso.
Krampus si voltò e vide Jack Frost. Non sarebbe stato facile fuggire da lì.
Il Grinch fu curioso di quella scelta da parte di Babbo Natale: “Come mai hai scomodato Jack Frost per fare la guardia al Krampus? Hai parecchi elfi al tuo fianco.”
Babbo Natale guardò verso l'orizzonte dove il mondo si perdeva nel buio.
“Vedi amico mio, perché Jack Frost è lo spirito che il Natale
merita, ma non quello di cui ha bisogno adesso e quindi gli
affideremo tutte le noie del Krampus, perché lui può sopportarlo,
perché lui non è un vero e proprio spirito delle feste. È un
guardiano silenzioso che vigila sul Natale, un cavaliere di ghiaccio.

Commenti
Posta un commento