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Mephistofish

Cosa c'è di meglio che rilassarsi pescando in riva al lago?

Non saprei, non amo pescare, ma il protagonista di questa storia adora gettare la lenza nell'acqua.

Questo signore accalappia-pesci si chiama Gustav e come tutti i fine settimana si reca a “Lago Abbacchio”, un posto assalito dalla vegetazione selvaggia dove la mano dell'uomo non interferisce più da anni ormai.

Nessuno frequenta più quel posto da una decina di anni e per i molti pescatori della domenica che vivono in zona quel luogo non offre più manco una sardina.

Ma al nostro intrepido pescatore frega niente proprio. Lui è rimasto dell'idea che in quei fondali limosi e puzzolenti ci sguazzi un pesce bello grosso; un bel trofeo da mostrare ai suoi amici pescatori, così forse avrebbero smesso una volta per tutte di prenderlo in giro con 'ste storie del pesce mostro.

Gustav prese posto sul suo vecchio sgabellino e incominciò a pescare. Aspetta, aspetta e aspetta...niente. Dopo un paio d'ore aveva preso solo un piccolo pesce rosso e una minuscola trota.

“Riproviamo” Disse fiducioso.

Aspettò e aspettò e infine qualcosa cominciò a strattonare.

Il pesce si dimenava e si contorceva, ma alla fine riuscì a liberarsi proprio sul più bello scappando via.

Gustav non si arrabbiò e gettò di nuovo la lenza in acqua.

Ormai era da ore che provava, così decise di riprovare dopo una breve pausa pranzo.

Gli avevano detto che non sarebbe stato facile e infatti era pronto a questa caccia silenziosa, ma era anche molto motivato.

“Riprendiamo da dove eravamo rimasti”

La caccia riprese. Gustav era immerso nella pace e nei suoni della natura e proprio mentre stava per abbandonarsi a quella pace, qualcosa di grosso cominciò a strattonare la lenza.

“Ci siamo!” Esclamò radioso.

Il pesce tirava davvero forte e non mollava affatto, allora il pescatore si piantò per bene a terra e cominciò a tirare con forza. Fortunatamente la canna da pesca era di una lega metallica indistruttibile, mentre la lenza era di un materiale usato per le spedizioni spaziali e poteva resistere a tutto. La bestia però era decisa a non demordere.

“Qui servono muscoli da pescatore!” Gustav riempì d'aria i polmoni, chiuse un attimo gli occhi e con un urlo sprigionò un'energia pazzesca. I muscoli si gonfiarono e la camicia si strappò, tipo come Hulk ma lui non era diventato verde eh.

La sua forza contrastava con quella della bestia e la canna si piegò drammaticamente, ma grazie alla speciale lega non si spezzò.

Era una lotta tra un veterano pescatore temprato da qualsiasi acqua e una bestia centenaria, quasi leggendaria.

Il pesce smise di tirare e Gustav per poco non cadde all'indietro.

“Dannato bastardo!”

La bestia cominciò a nuotare veloce verso la riva del lago, una pinna feroce lacerò la superficie dell'acqua, poi un dorso deforme e muscoloso ed ecco che il mostro si rivelò fuori dalle acque. Enorme, grosso, muscoloso, deforme e con una fila di denti uncinati che avrebbe messo paura pure ad Hellraiser.

“Porca zozza!” Disse Gustav guardandolo bene dalla testa ai piedi palmati “Finalmente ti ho trovato, Mephistofish!”

Il nome diceva già tutto. Il pesce mostro del Lago Abbacchio, il demone delle acque limose, il divora pescatori. Era lì in tutta la sua possanza.

Mephistofish emise un ruggito potente, così potente che per poco Gustav non venne sbalzato all'indietro.

“Ora giochiamo, Mephisto!” L'acchiappa pesci si preparò a combattere con la canna da pesca che adesso era ottima come bastone per percuotere il mostro.

La bestia caricò per prima, ma il pescatore fu abile nello schivare il colpo.

“Ora tocca a me...” Disse sorridendo.

Dal bastone spuntò fuori una lama, trasformando il bastone-canna da pesca in un'alabarda affilata.

Gustav caricò i muscoli delle gambe riuscendo a compiere un balzo assurdo verso il mostro e colpendolo in pieno su quel brutto muso.

La bestia cacciò un urlo di dolore e gli occhi gialli si riempirono di furia.

Mephistofish attaccò con tutta la rabbia che aveva in quel corpo tozzo e muscoloso; sbavava come un animale rabbioso mentre i suoi artigli duri come pietra fendevano l'aria cercando di dilaniare il corpo di Gustav che non si lasciò per nulla intimidire. Scansò i tostissimi colpi e con una scivolata passò sotto alle corte zampe del mostro.

La bestia, poco intelligente, ci mise un po' a capire dove fosse finito quell'uomo. L'uomo approfittò della situazione, impugnò saldo l'alabarda e lacerò i tendini della gamba destra del bestione. Un gemito di dolore echeggiò tra gli alberi parzialmente nascosti da un sottile velo di nebbia.

Il mostro zoppicò voltandosi verso il suo assalitore. La furia era più grande ora per via del dolore e nonostante la ferita riuscì a correre verso il pescatore che non scappò ma rimase lì ad aspettarlo.

Dalla cassetta delle esche aveva preso degli oggetti e non appena Mephistofish fu abbastanza vicino, li lanciò in aria aspettando che fossero all'altezza giusta per poi colpirli con un colpo ad arco della sua arma a lungo raggio. Quegli oggetti si rivelarono essere due piccole bombe e scoppiarono proprio sul muso della bestia che con un rantolo cadde a terra strisciando per poi fermarsi a pochi metri da Gustav.

“Bene,” Disse sorridendo mentre riprendeva fiato “Stasera cacciucco per tutti.”

Il mostro era a terra, ma non era ancora morto. Si mosse lentamente e prima che Gustav potesse voltarsi gli assestò una terribile unghiata ad una gamba costringendolo ad inginocchiarsi.

Il pescatore si concentrò. L'energia fluiva dentro di lui, sentì la sua anima bruciare, i suoi muscoli si riempirono di energia che trasferì all'alabarda.

Si voltò verso Mephistofish: “Questa volta è finita per te, mostro.”

Puntò l'arma in direzione della bestia.

L'alabarda fu avvinghiata da piccoli fulmini blu che aumentarono sempre più di numero e intensità fino a farla completamente brillare di una luce intensa; l'energia si sprigionò e un raggio devastante colpì il gigantesco pesce mostro che esplose in centinaia di pezzi. I tocchetti caddero caldi e fumanti, pronti per essere gustati in santa pace.

Gustav ne assaggiò uno. “Però...niente male. E poi croccano.”

La domenica pomeriggio dell'insolito pescatore terminò così. Ora era tempo di tornare a casa, tanto la cena era già servita. Riempì il cassone del suo pick-up con tutti i gustosi rimasugli cotti del mostro pesce.

“Ne porterò un po' ai ragazzi del club di pesca. Di sicuro gradiranno.”

Bene. Ed ora che siamo giunti alla fine sapete che cosa abbiamo imparato da questa storia? Assolutamente nulla, ma vista così la pesca non sembra poi tanto noiosa, no?

 


 


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