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Era solo uno scherzo

Tutto è cominciato per scherzo. Uno scherzo divertente che inevitabilmente si è trasformato in qualcosa di catastrofico.

Organizzammo tutto alla perfezione. Richard era solito farci scherzi balordi, ma questa volta l'avrebbe pagata e si sarebbe cacato sotto per un bel po' di tempo. Fummo io e Johnny Romero ad organizzare tutto quanto in una notte di pioggia battente.

Quella sera eravamo stati rapiti da uno di quei programmi TV dove succedono cose strane, paranormali. Io ho sempre sostenuto che fossero balle cosmiche: alieni, zombi, fantasmi, demoni, ma va' là quante cretinate! Johnny invece ci credeva eccome, anzi era proprio appassionato di 'sta roba.

Comunque tra una cosa e l'altra e qualche discussione su vedute diverse riguardo ai casi narrati nel programma, ci venne l'idea dello scherzo del secolo, il tutto accompagnato da un bel fulmine seguito dal rombo del tuono. Che coincidenza meravigliosa.

Lo scherzo era semplice. Avremmo invitato Richard a casa mia come tutte le settimane, intanto Johnny si sarebbe nascosto nello sgabuzzino con un bel costume da alieno, mentre io lo avrei aspettato dietro la porta d'entrata al buio e tutti e due saremmo usciti spaventandolo. Bello eh?

Comunque, al di là della qualità dello scherzo, Richard si spaventò a morte.

Forse l'orrore negli occhi del nostro amico era dovuto anche dal fatto che fuori il cielo era di un verde strano e la luce entrava in casa in maniera contorta. Può darsi, eh.

Fatto sta che Richard si spaventò tantissimo mentre io e Johnny continuavamo a ridere come stupidi. Ad un certo punto Richard cambiò espressione; sembrava stranito, perso in un vuoto che forse nemmeno lui poteva intuire. Impallidì e cominciò a tremare per poi lasciarsi andare a strane convulsioni.

Tutto questo terrorizzò sia me che Johnny, ma non sembrava affatto uno scherzo. Richard stava male sul serio, gli stava accadendo qualcosa.

In quel momento mi venne il pensiero che forse lo avevamo spaventato troppo. Provammo a calmarlo, gli facemmo delle domande ma non riusciva a darci nessuna risposta. Poi d'improvviso si fermò, immobile, seduto sul divano.

Io e Johnny ci rilassammo vedendo che si era ormai calmato, ma comunque rimanemmo abbastanza preoccupati anche perché rimase con gli occhi fissi nel vuoto.

Andammo in cucina a berci una birretta e a pensare che forse sarebbe stato il caso di chiamare un'ambulanza. Prima però tornammo in salotto e guardando il divano vuoto ci venne quasi da svenire. Dove era finito Richard?

Notammo che la porta d'ingresso era socchiusa. Uscimmo in giardino, Richard era in piedi al centro del prato con il naso in su ad osservare quel cielo stranamente verde.

Il ragazzo si voltò verso di noi con aria inebetita; gli occhi rossi come se si fosse appena fumato qualcosa di strano e divertente. Sorrise e spalancando la bocca uscì un getto di liquido nero che colpì in pieno volto Johnny. Io non sapevo proprio cosa fare. Vidi Johnny che urlava e si dimenava dal dolore. Quella robaccia doveva bruciare come acido.

Scappai veloce come il vento. Uscii in strada e corsi per il viale piangendo in preda al panico. Sentii strani suoni tutti intorno. Allarmi che suonavano senza sosta, cani che abbaiavano come pazzi e vidi stormi di uccelli volare via. Qualcosa di brutto stava per accadere, anzi era già accaduto ormai.

Sulla strada notai altre persone: chi scappava, chi si contorceva a terra come Johnny qualche minuto prima e altre che erano in preda a violente convulsioni. Io continuai a correre fino a che qualcuno non mi prese e mi trascinò dall'uscio di una porta.

Spaventato mi guardai attorno e vidi che ero finito nella bottega del barbiere della città.

Il vecchio barbiere, Eric, mi spiegò tutta la situazione. Dopo aver ascoltato la mia storia, disse che la colpa fu mia e di Johnny. Il forte spavento di Richard insieme alla particolarità del cielo e degli strani elementi presenti nell'aria di quella serata aveva scatenato forze mistiche, ultraterrene, ultra dimensionali ed extraterrestri insieme, e Richard non fu altro che il portale perfetto per portare caos e distruzione sulla città.

Io, Bryan, se ripenso a quella storia mi ci incazzo a morte. Ormai sono passati diversi mesi e tutto questo casino è stato generato da uno stupido scherzo...”Ed ora siamo qui a cercare di cacciare via questi sgorbi dal pianeta. Mostri che hanno invaso la Terra.” 

Bryan era nel quartier generale, che poi era la bottega del barbiere Eric, pronto insieme ad altri a cacciare queste luride bestie...demoni? Alieni? Non-morti? Bah! Nessuno lo ha ancora capito, ma a nessuno frega niente alla fine, perché l'importante è salvare la razza umana che piano piano va scomparendo.

L'esercito messo su dal buon vecchio Eric, ormai scomparso settimane fa, ora è agli ordini di Bryan che cerca in tutti i modi di mettere fine a quel gran casino che aveva combinato con quel pirla di Johnny Romero.

“Probabilmente vi starò sulle palle sentendo questa storia, visto che ci ho messo del mio per aver generato questo casino.” 

Bryan camminava avanti e indietro davanti alle fila degli uomini e donne armati, pronti a dare guerra a quei mostri. 

“Ma vi dico che quando sarà finito tutto, se saremo ancora vivi, allora avrete il permesso di pestarmi come si deve, ma fino ad allora dobbiamo rimanere uniti.”

Quel giorno uscirono dalla bottega del barbiere carichi e pronti a fare casino contro quelle bestie orribili. Proiettili, esplosioni, pezzi di qua e di là di mostro, di umano, di parti metalliche, insomma un gran casino.

Ma alla fine come è andata? Non si sa. Nessuno sa precisamente cosa capitò quel giorno, ma alcuni dei sopravvissuti dicono che nel cielo apparve un enorme vortice, mentre un gigantesco maelstrom si formò nel bel mezzo dell'oceano e tutti e due si incontrarono dando vita ad un enorme portale spazio dimensionale, o roba del genere, che riversò altre tremende creature e che causò non pochi danni al pianeta Terra.

Però adesso stanno tutti bene; stanno davvero bene sul nuovo pianeta nominato Terra 2.

 


 

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