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Un San Valentino da Cani

Marika è una dolce e bella ragazza, da sempre in cerca della sua anima gemella. Sfortuna vuole che, per strani eventi, si dice che la ragazza sia cresciuta con addosso una maledizione: trasforma gli uomini in cani...e tutto involontariamente, perciò è un bel casino.

Il giorno di San Valentino è perfetto per trovare la sua anima gemella e forse anche il vero amore, quello che potrebbe rompere la maledizione, anche se dopo anni e anni di Santi Valentini non è mai riuscita a scacciare questa stregoneria e ogni 15 Febbraio aggiunge un nuovo cane nel suo maledetto elenco, ma Marika non si arrende e decide di provarci di nuovo.


14 Febbraio 19xx

La frenesia di valentini e valentine si respira ovunque nella città. Pasticcerie piene di gente che saccheggiano dolci dai banconi, gioiellerie intasate alla ricerca del gioiello perfetto, linee telefoniche di ristoranti intasate dalle continue prenotazioni e negozi di vestiti stracolmi di persone.

Marika non capiva tutta questa frenesia, secondo lei era inutile, come se la coppia si accorgesse l'uno dell'altra soltanto il 14 Febbraio.

Comunque, la protagonista stava già pensando alla sua uscita serale con un ragazzo conosciuto da poco, un bravo ragazzo che sembrava avere intenzioni serie.

“Proviamo pure con questo...” Sospirò Marika preparandosi per uscire, dandosi un ultima sistemata ai capelli.

“Mamma, esco. Ci vediamo più tardi o domani.” Urlò la ragazza già pronta sull'uscio della porta.

“Va bene, ma non metterti nei guai.” Disse la madre.

Stava per chiudere la porta quando sentì uno zampettare dirigersi verso di lei.

“Bau, bau! Arf!” Il cane di Marika, premuroso come sempre, arrivò verso di lei scodinzolando e con un mazzo di chiavi in bocca.

“Ah, caspita stavo dimenticando le chiavi.” Si chinò per prenderle e dare una stropicciata al cane. “Grazie Toby”.

Il ristorante distava pochi minuti da casa sua e non le dispiaceva fare una piccola passeggiata in quella splendida serata.

Arrivata davanti al ristornate, Alex era già lì ad aspettarla.

Dopo un bacetto a stampo e una breve chiacchierata, entrarono. Marika notò il cartello sulla porta con la sagoma di un cane con su scritto: “Io non posso entrare”e sperò che almeno questa volta fosse quello buono e non un altro ragazzo destinato a trasformarsi in “amico di zampa”.

Tra la cena e la passeggiata romantica al chiaro di luna, la serata passò in perfetta armonia.

Alex accompagnò a casa Marika e l'indomani si sarebbero rivisti.

Il problema era se lo avrebbe rivisto da uomo o da cane; un pensiero che non la faceva dormire per niente tranquilla.

Quella notte sognò un canile pieno di cani con il nome dei ragazzi che aveva conosciuto nei mesi e negli anni passati. Terribile.


15 Febbraio

Marika si svegliò in ansia con la paura e anche la lieve certezza che anche Alex si fosse trasformato in un cane.

L'incontro con il ragazzo era alle 18.00 perciò aveva tutta la giornata per pensarci e alimentare le sue preoccupazioni.

Decise di uscire per fare un giro e calmarsi un po' e proprio mentre stava passeggiando per il parco, vide un suo vecchio compagno di scuola, Faustino.

“Ciao Marika.”

Marika rispose al saluto. Si ricordò subito come lo trattava alle medie: Faustino lo sgorbiettino, oppure Faustino faccia da carlino...e tanti, tanti altri nomignoli antipatici. La cosa che però la sorprendeva era che questo ragazzo non le aveva mai rinfacciato queste piccole cattiverie di gioventù e anzi era sempre molto gentile quando la incontrava per strada.

Parlarono del più e del meno e dopo qualche minuto ognuno andò per la propria strada.

La giornata passò in fretta, ma Marika non riusciva a togliersi dalla testa che Alex fosse diventato un cane.

“Tanto ormai manca poco alle 18.00. Tra qualche minuto lo scoprirò.”

Arrivata all'appuntamento, Alex non era lì, c'era solo un cane randagio che gironzolava annusando il terreno.

Marika pensò subito al peggio.

“Ci risiamo...” Disse.

“Scusa il ritardo!” esclamò Alex avvicinandosi a lei. “Non trovavo parcheggio con tutto questo caos in giro.”

La ragazza fu subito sollevata nel vedere Alex ancora in forma umana. Forse era la volta buona.


Tutta quella gente in giro dava fastidio a Faustino che era più nervoso che mai.

“Dannata manifestazione pro-single! Ma perché quest'anno hanno deciso di fare questa cavolata?”

Cercò di sbrigarsi, doveva arrivare all'appuntamento di Marika e Alex in tempo.

“Maledetta ragazza. Anche quest'anno ti dovrai accontentare di un cagnaccio.”

Corse fino a sudare, ma arrivato al luogo dell'appuntamento non vide nessuno.

“No! È troppo tardi!” Faustino era furibondo. Ma non tutto era perduto. Vide da lontano i due a braccetto che passeggiavano in tutta tranquillità. A faustino si dipinse sul volto un ghigno bastardo.

Camminò a passo svelto e una volta che li ebbe raggiunti a distanza di qualche metro fece partire l'attacco: una formula magica per tramutare gli uomini in cane.

L'incantesimo sfiorò Alex che sentì solo un brividino sulla schiena, ma niente di più.

Faustino si innervosì: “Mancato...”

Lanciò ancora l'incantesimo verso il ragazzo, ma questa volta andò male, molto male.

Marika arretrò e si spostò di scatto ammaliata da alcuni vestiti in vetrina. Spostandosi si mise in mezzo tra Faustino e l'incantesimo facendo rimbalzare quest'ultimo rispendendolo al mittente.

Faustino venne colpito in pieno dalla sua stessa magia che in un baleno lo tramutò in cane.

Guaì infastidito, attirando l'attenzione della ragazza.

“Guarda Alex, che cagnolino carino!”

Tutti e due camminarono verso il cane solo in mezzo alla via.

“è un carlino.” Disse Alex.

Marika rise mentre accarezzava quella piccola bestiola.

“Perché ridi?” Chiese il ragazzo.

“Sai, a scuola avevo un compagno bruttino che si chiamava Faustino e uno dei soprannomi che gli avevo affibbiato era “carlino”.”

I due si alzarono e proseguirono la passeggiata.

Faustino si grattò un paio di pulci e vedendo un gatto sul davanzale di una finestra sentì l'impulso di abbaiare.

 


 

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