Il sole cocente può essere molto fastidioso e poco salutare...ma questo non vale per tutti gli esseri viventi.
Ne esiste uno in particolare infatti, il più coriaceo di tutti, una leggenda: la signora Jolandalinda.
Non lasciatevi ingannare dalla sua età maldestra e alticcia, questa signora dall'anzianità acuta è ancora molto in forma ed è vista da tutti come una sorta di semidea.
Jolandalinda sfida il caldo più caldo dei bollenti spiriti dell'inferno, sfida il TG5 con i suoi consigli che “se sei anziano non devi esporti al sole nelle ore più calde” e se ne fa un baffo e pure una barba se hai qualcosa da ridire.
Alle 13.00 in punto, lei si posiziona in piena luce solare, quasi come un saluto al sole, proprio per non perdere nemmeno una goccia di quell'abbronzatura biscottata codice Pantone 160C e per mantenere tutta la sua rughezza, segno che ci ha dato davvero dentro con l'esposizione solare.
In questo caso il sole non l'ha solo baciata, ma l'ha stretta a se in una morsa di luce piena d'amore e romanticismo.
Nessuno resiste più di lei, nessuno risulta essere più croccante.
Questo essere biscottato resta unico e imbattibile, ma nessun re o regina resta sul trono per sempre...a parte una forse...ma è un'altra storia.
Jolandalinda stava per essere spodestata? Chi può dirlo....tra poco lo scoprirete. Intanto cospargetevi di crema solare che non si sa mai.
Continuiamo con la storia che è meglio.
Quel giorno, un bambino si avvicinò piano piano alla Regina dell'abbronzatura, la osservò attentamente; aveva la pelle così caramellata e incartapecorita che quasi faceva male agli occhi, come se qualcuno ti grattasse l'iride. Il bambino voltò lo sguardo verso il sole: ora si che provava sollievo.
Quel piccolo scricciolo pallido chiamò la signora indaffarata nel bagno di sole.
“Ehi signora biscottata!” Jolandalinda si voltò appena, giusto per osservare chi fosse il rompiballe di turno. Non proferì parola.
“Sai che c'è qualcuno che è venuto qui per sfidarti?”
Jolandalinda non fece una piega, si alzò con calma dalla sdraio, ora più simile ad una griglia da barbecue per via del calore emesso, e si guardò intorno.
“Ah vedo. Vedo quella pallida donnetta che si sta avvicinando con quegli invidiabili infradito di peli rosa!”
In realtà, quell'anziana donna venuta per sfidare la Regina non era così pallida, era di un prodigioso colorito di abbronzatura estiva, color corteccia, ma non eguagliava di certo la potenza pantonosa di Jolandalinda.
La sfidante, Germananas, si accomodò nella postazione prendi sole, insomma...la sdraio; si posizionò gli occhiali scuri sul volto e la Regina capì subito che quello era il segnale di inizio sfida.
Nei giorni roventi seguenti, la sfida infuriava a colpi di raggi di sole, nel silenzio più totale di una porzione di spiaggia vuota, lasciata così apposta per quello storico match.
Il sole non dava tregua e le due donne continuavano a sfidarsi lettino contro sdraio, caramellosità contro biscottanza. Il duello si sarebbe concluso solo al calare di quella rovente stella solitaria.
Il terzo giorno sancì il finale di quell'estenuante battaglia. La sfida era finalmente giunta al termine.
Jolandalinda si sollevò scricchiolando come una fetta biscottata da quella sdraio ormai scolorita e bruciata dal sole, mentre Germananas, sfinita da quella guerra caliente, si rilassò in posizione yoga con le ginocchia dietro la testa.
Il giudice arrivò tempestivamente; era il proprietario della spiaggia, il signor Giudizio.
“Io Giuda Guido Giudizio sono qui per giudicare. Tra poco scoprirete chi di voi ha vinto!”
La voce del signor Giudizio tuonava nella porzione di spiaggia vuota; tuonava così forte che copriva le urla dei bambini, gli schiamazzi delle comari e i vari “cocco bello fresco, krapfen caldi” e “brascialeto belo portafortuna, sciao capo”. Davvero potente quel Giudizio, ormai campione uscente di sfide a colpi di sole sui capelli.
Jolandalinda e Germananas se ne stavano lì ad aspettare con tutta l'ansia e le poche gocce di sudore che il loro corpo ormai riusciva ad espellere.
“Ebbene,” pronunciò Giudizio, “Questa volta, cara Jolandalinda, hai trovato un degno avversario!”
Germananas si erse come un soldato e con un sorrisetto beffardo che gli rugava ancor più i lineamenti del volto.
Giuda Guido Giudizio puntò il dito: “Germananas! Ti sei battuta con ardore e croccantezza. Complimenti, davvero.”
Jolandalinda si stupì parecchio, nessuno era mai riuscito a battersi così.
Giudizio riprese. “Ma non sei stata cauta abbastanza!” Lo shock sul volto di Germanas traspariva ansia e paura. “Guardati bene il tuo mignolino del piede sinistro. E' pallido come chiara d'uovo!”
“Porca vacca!” Imprecò la sfidante “ho tolto il cerottino troppo tardi...maledetto comodino!”
Germanas girò i tacchi, anzi, gli infradito rosa pelosi e se ne andò sconfitta e triste.
La luce solare del tramonto impattava su Jolandalinda e la sua lunga ombra oscurava la perdente durante il cammino verso il baretto della spiaggia.
La Regina Incontrastata e Pluribiscottata non si montò per niente la testa, non gioì nemmeno per quella vittoria. Si tolse gli occhiali scuri, guardò il sole e disse: “C'è ancora molto da fare. La biscottanza è sempre da tenere viva come la fiamma perpetua del Sacro Fuoco.”
Una musica hard-rock si sparse nell'aria e l'inquadratura cominciò a salire verso l'alto, Jolandalinda si voltò e si incamminò verso la riva del mare. Aveva bisogno di reidratarsi ed essere pronta per una eventuale prossima sfida.

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