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L'urlo di Toni Kokko terrorizza la geriatria

Estate in un anno non bene precisato.

Sole, mare, sabbia bollente, relax...e poi il relax viene interrotto da un grido in dialetto e lingua mista impastata d'italiano: “Coccooooo!!! CoccoBbelloooo!!!”

Eccolo lì, il “coccaro”, famoso per le sue grida dal mattino alla sera e forse anche durante la notte, nessuno lo sa; un essere particolare che non ha bisogno di caramelle per la gola poiché la sua gola ormai è forte, temprata.

La cosa certa è che il “coccaro” di questa storia, Toni Kokko, di origine Finlandese, ma ormai italiano in pianta stabile, non è il solito, normale, “coccaro”. Vedrete.


È ancora mattina presto in spiaggia, ma in lontananza si sente un leggero scampanellio, quasi spaventoso, come se qualcosa di imminente dovesse accadere di lì a 10 minuti.

Soave come il vento prima di un twister, la campanellina si fa sempre più vicina, si ferma un istante soltanto e poi riparte.

“Coccooooo! CoccoooBbellooooh! Sveglia dormigliooooh!”

“Oh ma cheppalle 'sto coccaro!!! Tutti i giorni, oh!” Sudorico si lamentava, come sempre, mentre se la gaggiava sotto al sole.

“Eh, ma lo sai no? É sempre la stessa storia.” Gli rispondeva, come tutti i giorni, l'amico di vecchia data Catamariano.

“Non ci si può mai rilassare!” Sudorico si era voltato sbuffando, cercando di biscottarsi dall'altro lato, leggermente meno marrone dell'altro.

Catamariano aveva 89 anni, 2 in più del suo vecchio ed inseparabile amico Sudorico, che era mooolto più rugoso di lui, tanto che le pieghe sulla sua schiena color Plasmon avevano la parvenza di un tendone da circo ormai in disuso.

Catamariano era ormai perfettamente levigato dall'acqua salata e asciugato (seccato è meglio) dai molteplici bagni di sole; alza lo sguardo verso il coccaro, uno sguardo quasi d'odio e lo manda fragorosamente a quel paese, tornando poi al suo passatempo preferito: i castelli di sabbia.

Catamariano fantasticava sulle sue formine, le sue torri di sabbia che lo riportavano ai suoi giorni d'infanzia. Ecco però che un'ombra scura come il petrolio piomba sulle sue torri sabbiose prendendole a pedate e distruggendo tutta la creatività di quel povero, vetusto signore.

Con gli occhi sgranati e lucidi per la rabbia e lo sconforto, Catamariano tirò una potente palettata, condita da una salmastra e sguaiata bestemmia, su quel vecchio piede rugoso.

“Porta rispetto per il coccaro, giovinastro!”

Quello si che era vecchio!

Avrà avuto almeno 31 anni più di Sudorico, sicuro!

“Toni Kokko è qui per salvaguardare le nostre vite. Guarda!” l'anziano più anziano di tutti, puntò il bastone (ricavato da una tibia di squalo nutrice) verso il coccaro.

“Sta per succedere qualcosa...guarda ho detto!”

In effetti Toni Kokko aveva visto un'ingiustizia.

Un altro anziano dai capelli d'argento stava insultando un infante, tutto perché questa giovane creatura gli aveva gettato un po' di sabbia (un secchiello) sulla schiena ormai incartapecorita.

“Pazzo di un giovincello!” Gridava alzandosi a fatica dal lettino mentre la croccantezza delle ossa e dei nervi facevano un concerto di "Tik" e "Tak".

“Hai disturbato il mio bagno di sole e dissipato il mio intento di diventare un carboncino! Pazzo!”

Il vecchio, ormai in preda a pura isteria berserker, stava per lanciare una ciabatta infradito al piccolo che era rimasto immobile, quasi ipnotizzato da tutta quella pelle penzolante e pesantemente ambrata.

Toni Kokko era a circa 200 metri di distanza dal misfatto, ma non esitò. Prese un sorso di fresco cocco e si lanciò con uno sprint fulmineo, gettando al vento il cesto dei cocchi; balzò verso il cielo, sembrava quasi volare, prese un cocco al volo e lo lanciò al vecchio balordo colpendolo proprio sulla dentiera che venne sputata insieme a vari millilitri di saliva.

Il vecchio raccolse lentamente la dentiera e se la rimise in bocca senza nemmeno ripulirla, era così infuriato che non ci pensò neppure, ma la sabbia tra dentiera e gengive non era proprio il massimo.

Toni Kokko intanto era atterrato sulla riva, il vecchio balordo non gli diede tregua e scattò in avanti scricchiolando come una vecchia sedia a dondolo.

Toni venne atterrato e la speranza sembrò svanire, ma in men che non si dica, il nostro coccaro si rimise a posto gli occhiali da sole in pieno stile anni '90 e con un urlo caricò il suo vero urlo: “COOOOCCOOOBBEEELLOOOOOOOOOOH!!!”

L'urlo fu così potente che formò delle onde soniche nell'aria; il vecchio venne investito da quella fragorosa voce e la sua pelle, ormai molle e penzolante, si spiegò come un telo da mare e volò via nel cielo azzurro estivo come un aquilone nel vento urlando a squarciagola: “Non è finita Toni il coccaro...non ancora!!!”


“Avete visto?” Disse l'anziano più anziano di tutti con il bastone prima di andarsene senza aggiungere altro.

Catamariano e Sudorico rimasero a bocca aperta. Non avrebbero più importunato nessun coccaro, mai più...

“Bé, rimangono sempre i Vucumprà” Disse Sudorico e con quelle parole, tutti e due si incamminarono verso il bar della spiaggia.

 

 


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