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Terra Violata

“Aveva ragione, eccome, ma noi non le abbiamo mai dato retta e se stiamo a guardare, non ce n'è mai fregato realmente nulla.

Osservate adesso dove siamo arrivati, in che situazione ci troviamo ora. 

Avremmo potuto prevenire tutto questo, avremmo potuto fermare questa folle corsa verso il nulla, invece abbiamo dato ascolto al nostro egoismo, alla nostra fame di potere, al nostro smisurato ego senza pensare alle conseguenze o comunque senza pensarci seriamente. Questo che vedete oggi, è ciò che ci siamo meritati.

Sarebbe bastato aiutarci l'uno con l'altro, comunicare; invece, come al solito, abbiamo pensato solo a noi stessi con feroce egoismo e non poteva sicuramente finire diversamente.

Ci siamo autodistrutti, forse perché il nostro scopo è sempre stato questo. Ci avete mai pensato?

Abbiamo prosciugato fiumi, inquinato i mari a tal punto che non ricordo nemmeno che colore e che profumo avessero in passato. Siamo riusciti a disboscare intere foreste, a bruciarle, riducendole a solitarie distese di morte, solo per far spazio a ciò che credevamo fosse davvero necessario.

Ricordate il cielo azzurro? Bello vero? Un lontano ricordo che adesso riesce solo ad allietare i nostri pensieri offuscati dalle nebbie perenni e dal grigio che si impone sopra le nostre teste.

Le poche api rimaste le custodiamo come tesori di valore inestimabile; prima le consideravamo appena, senza darci peso.

I pochi animali ancora vivi dovrebbero guardarci con disprezzo e invece continuano a chiederci aiuto, ci hanno perdonato nonostante tutto. Questa è saggezza.

Eravamo davvero tanti ad abitare questo pianeta, sicuramente troppi e troppo egoisti; invidiosi gli uni degli altri e ognuno a pretendere a tutti i costi una fetta di qualcosa e se non la faceva sua, scoppiavano liti, guerre, odio. Tutto questo ci ha portati ad avere l'anima sempre più sporca e cupa.

Capricciosi e stupidi, ecco la verità. Aggrappati a finta ricchezza, a pensieri politici e a credo religiosi che hanno generato malessere nell'umanità.

Ora piangiamo, strilliamo, ci malediciamo, ma possiamo dannarci fino ad esplodere.

Tutto lo splendore che avevamo prima e che non abbiamo mai apprezzato nella sua pienezza, ormai è guasto, morente.

Non ci siamo mai soffermati ad ammirare le bellezze che la nostra amata Terra ci ha donato.

Tutte quelle meraviglie le avevamo davanti agli occhi, ma andavamo troppo veloci per fermarci a contemplarle.

Correvamo per costruire ciò che secondo noi era splendido e giusto, senza pensare che in realtà sarebbe stato solo orrido e sbagliato. Siamo riusciti a vedere il reale soltanto quando la finzione di noi stessi ci è crollata addosso, svelandoci ciò che eravamo veramente.

Ora siamo qui, un pugno di sopravvissuti che cercano di rattoppare la catastrofe cominciata per mano nostra.

Questo piccolo lembo di verde vallata è stato risparmiato da quello che chiamavamo “progresso”, e a dirla tutta, oggi questa parola mi fa alquanto schifo.

Ora vi chiedo: dopo che tutto questo sarà stato ripristinato, dopo aver depurato la nostra casa e risanato il marciume da cui siamo venuti fuori, credete che non ci cascheremo di nuovo?

Noi, i nostri figli e chissà quante altre generazioni riusciranno finalmente a tornare a vivere in un mondo vero, sereno e pulito, in armonia con la natura, ma sappiamo che in fondo, l'animo umano non cambierà mai.

L'egoismo, il male che abbiamo dentro, la cocciutaggine; prima o poi torneremo ad accogliere nuovamente i nostri sentimenti maligni e tutto si ripeterà.

Quando finalmente ci saremo seduti ad ammirare nuovamente la natura, quando la paura sarà stata scacciata, allora è lì che torneremo ad essere sporchi e marci.

Dovremo ricordare sempre che siamo ospiti su questo grande sasso in mezzo all'universo, non è di nostra proprietà, è la Natura che comanda e davanti alla sua maestosità dovremmo sempre e soltanto inchinarci con umiltà e serenità.

Con questo scritto chiudo il mio diario personale.

Ciò che verrà fatto dopo questo discorso sarebbe inutile metterlo per iscritto perché lo avrete davanti ai vostri occhi.

In ultimo, chiedo solo di fermarvi per un lungo istante a contemplare la bellezza di ciò che è davvero di più sacro e prezioso. In fondo, non è mai davvero troppo tardi.”

 


 

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